Cristina Corvino
ARTE CONSERVATIVA
MADE4ART Milano
di EDOARDO PILUTTI
In tempi di sperimentazioni per lo più vacue, si differenzia e si distingue la personale milanese dell’artista e architetto Cristina Corvino alla galleria Made4Art, tra l’accademia di Brera e piazza Scala, a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo.

Nei lavori esposti (tecniche miste con pigmenti naturali su tele intonacate a calce) tutti realizzati tra il 2023 ed il 2024, il passato ed il presente si fondono per diventare qualcosa di originale non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello del significato, poiché è come se possedessero qualcosa, un qualcosa indefinito ed indefinibile, del vissuto dell’artista.
Sono quadri che parlano di frammentazione, deterioramento, restauro, ripristino, salvazione. In alcuni il titolo rimanda a giocose e fosche interpretazioni percettive, in altri rimanda alle ingiurie del tempo, alla necessità di tramandare i valori della cultura antica, all’umanizzazione di strutture architettoniche che conservano inciso lo spirito dei nostri antenati.

La stessa autrice così definisce la visione che sta alla base del proprio progetto: «Seppur siano passati molti secoli, mi sono sempre sentita vicina alla concezione di “uomo universale” del Rinascimento, non per presunzione ma per una volontà di distacco in controtendenza alla specializzazione del sapere che la società di oggi ci impone».
Cristina Corvino nasce a Torino il 28 luglio 1970 dove vive e lavora. Frequenta il Liceo Artistico Renato Cottini come allieva del pittore Antonio Carena, e del designer Giorgio Ceretti; l’insegnamento dei maestri diventa uno stimolo alla passione per l’arte espressa attraverso diverse modalità: pittura, installazione, moda, teatro.
Nel 1993 con la compagnia Stalker Teatro di Gabriele Boccaccini partecipa al laboratorio teatrale nel Museo di Arte Contemporanea di Varsavia, lavorando a stretto contatto con Michelangelo Pistoletto per il progetto “Odissea del Teatro in Europa “.
Nel 1994 il gruppo Essa Studio formato da Cristina Corvino, Sonia Vizzini e Armando Sacco, presenta alla Biennale Internazionale dei Giovani Artisti nell’ambito della sezione moda, otto capi che verranno selezionati come vincitori per partecipare alla sfilata di Tunisi.
Dopo la laurea in Architettura inizia anche la professione di architetto e restauratrice, continuando sempre l’attività artistica, come confronto continuo con opere antiche e con varie tecniche.
Negli ultimi anni la sua produzione si concentra sulla realizzazione di opere attraverso lo stile dell’Arte Conservativa, termine coniato con marchio depositato dall’artista per sintetizzare il messaggio del proprio linguaggio e per dare al proprio lavoro un’immediata riconoscibilità.
Ha partecipato a numerose esposizioni in gallerie ed in sedi museali in Italia e all’estero, fra cui alla Biennale d’Arte di Firenze dove nel 2019 le è stato assegnato il IV° premio.

Sempre nel 2019 ha ricevuto il premio artisti Gold assegnato dalla rivista Art Market International; Da ricordare anche una sua personale al Centro Sino-Italiano a Firenze ed a Shanghai (2021); una sua personale all’Esposizione d’ Arte Triennale di Roma (2021) e la partecipazione alla 59° Biennale d’ Arte di Venezia (2022).
Dal 2024 una sua opera si trova nelle collezioni del Metropolitan Museum di New York.
Abbiamo rivolto all’artista alcune domande.
(E. P.) Se ho ben capito, avevi trovato alcuni vecchi affreschi da qualche parte che in qualche modo hai trasposto su tela, nel tuo laboratorio. Dove li avevi trovati?
(C. C.) Premetto che la mia formazione oltre che essere artistica è anche architettonica e di restauro, e che vivo quotidianamente sul lavoro questi tre ambiti in modo totalizzante e intrinseco, con fusione e compensazione in quanto l’architettura contiene l’arte per poi divenire forma d’arte completa: il restauro cura tutte e due.
Quindi sarebbe estremamente riduttivo dire che sono stati trovati degli affreschi trasportati poi su tela; è più giusto dire che, in seguito a 25 anni di studi ed esperienze vissute sul campo, in cantiere, in contesti antichi che trasmettono suggestioni ed emozioni, ho appreso particolari tecniche antiche e, utilizzando materiali naturali come la calce, la sabbia, polveri di marmo, pigmenti e altro, elaboro ed interpreto in modo unico e personale delle immagini evocative di ambienti e di situazioni vissute.

Di che epoche sono le immagini che tu ricrei?
Le epoche sono diverse, ho lavorato in contesti molto antichi come chiese, palazzi e residenze private risalenti al IX- XV secolo fino ad arrivare ai primi del ‘900.
Gli apparati decorativi che arricchiscono tali edifici monumentali di notevole importanza storica sono presenti sulle murature, sui pavimenti, sui soffitti, sulle facciat ; dipende dal luogo e dal periodo in cui ci troviamo. Molte volte sono coperti o celati da strati di pitture posticce, da controsoffittature, rintonacature o altro, rimanendo invisibili per secoli sotto strati di materiale come tesori nascosti.
Però il contenuto delle mie opere va ben oltre questa parte tecnica e stilistica: diviene metafora di particolari stati d’animo e di messaggi che mi stanno più a cuore, al fine di regalare allo spettatore un prodotto che nasce sia dalle competenze tecnico artistiche che dalla sensibilità introspettiva che scava nell’animo umano, per comunicare qualcosa che va oltre la forma e che noi tutti proviamo.
Come ti è venuto in mente di fare questa operazione? È stata una folgorazione, un caso, o un’idea che si è sviluppata progressivamente?
Nel corso degli anni, tramite gli studi di architettura e restauro, ho scoperto le superfici murali, i materiali antichi come la calce, la sabbia, le cere, i pigmenti naturali stesi con le tecniche dei grandi maestri del passato ad affresco, encausto o altro; così ho scoperto un mondo affascinante, aperto solamente ai professionisti di settore e ho capito che quella sarebbe stata la mia strada artistica, professionale e lavorativa.
I tuoi lavori precedenti in cosa consistevano?
Prima di raggiungere il mio stile e definire l’Arte Conservativa ci sono voluti molti anni di ricerca tecnica, formale e interiore: perché il linguaggio artistico diventa forte e potente solamente quando si uniscono questi tre aspetti. Avevo studiato al Liceo Artistico, mi piaceva e tutt’ora mi affascina l’arte classica, ho dipinto ad olio, tempera, acquerello, acrilici, bombolette, ecc.. su svariati materiali ( tela, cotone, seta, legno, metallo, vetro , plastica) soggetti prevalentemente figurativi accademici e ornati.
Alla Biennale di Venezia in quale padiglione avevi esposto?
Al Padiglione del Guatemala.
Per ora continuerai sulla linea dell’Arte Conservativa o hai altri progetti di opere diverse per il futuro?
L’Arte Conservativa non è un progetto bensì qualcosa di più grande e profondo, equivale a un movimento artistico seppur personale, come dire arte futurista o arte impressionista. Sarebbe impensabile aver chiesto per esempio a Balla di lasciare il suo movimento futurista per diventare qualcosa di diverso.
Intervista a cura di Edoardo Pilutti edoardo.pilutti@gmail.com
CRISTINA CORVINO Arte Conservativa
MADE4ART
Via Ciovasso 17 Brera Milano
lunedì e sabato ore 15 – 18
martedì – venerdì ore 10 – 18
inaugurazione
mercoledì 6 novembre ore 18 – 20
dal 6 al 19 novembre 2024
info@made4art.it http://www.made4art.it
Gallery












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