FOTOGRAFIA E STRUMENTI OTTICI, TRIESTE

FOTOGRAFIA E STRUMENTI OTTICI ALL’EPOCA DI MASSIMILIANO D’ASBURGO CASTELLO DI MIRAMARE. TRIESTE

di Edoardo Pilutti

In questo freddo ottobre, così freddo in queste lande padane da favorire grandemente la diffusione del Covid 19 (e pur sapendolo le autorità non hanno permesso l’accensione del riscaldamento nelle abitazioni delle metropoli nordiche prima di metà mese) uno sguardo all’estate non lontana può riscaldare l’animo e ridare nuove energie.                                                   

Se poi guardiamo alle spiagge del golfo di Trieste, il conforto aumenta: lì, fino a sabato 10 ottobre ci si poteva ancora tuffare nelle tiepide acque del solatio golfo dell’Alto Adriatico. Non solo, si poteva visitare il Parco ed il Castello di Miramare con all’interno una piccola ma storica mostra, relativa alla fotografia al tempo dell’arciduca Massimiliano l d’Asburgo, che quel castello volle far costruire tra il 1856 ed il 1860.

Massimiliano nacque il 6 luglio 1832 a Vienna, secondo figlio dell’arciduca Francesco Carlo d’Asburgo-Lorena e della principessa di Baviera, Sofia. Mentre a lui spettò il titolo di principe imperiale ed arciduca d’Austria, suo fratello maggiore, Francesco Giuseppe, divenne imperatore d’Austria e Ungheria.

Fin da giovane Massimiliano mostrò particolare propensione per le arti e per le scienze, condividendo inoltre con intelligenza le idee progressiste e liberali dell’epoca.

Nel febbraio 1857, a venticinque anni, divenne viceré del Lombardo-Veneto (che si estendeva fin oltre Trieste anche in Istria ed in Dalmazia), cercando di venire incontro agli italiani con un atteggiamento amichevole. Ma quasi tutte le volte che l’arciduca tentò di prendere delle iniziative politiche che miravano a una maggiore autonomia amministrativa del Lombardo-Veneto, si scontrò con la corte di Vienna e con la volontà discorde del fratello imperatore Francesco Giuseppe, che infine lo destituì. Allora Massimiliano si ritirò amareggiato nel suo castello di Miramare (ancora in costruzione) , sul promontorio di Grignano presso Trieste, con la giovane moglie Carlotta di Sassonia, sposata proprio nel luglio 1957.

Nel frattempo, in seguito ad una grave sconfitta nella guerra con la Prussia, a Vienna circolò l’idea di chiedere l’abdicazione dell’imperatore Francesco Giuseppe in favore dello stesso fratello Massimiliano (in famiglia chiamato Max).

Sentendosi minacciato, l’imperatore Francesco Giuseppe (soprannominato sarcasticamente Ceco Beppe dalle popolazioni venete) decise dunque di allontanare dall’Europa il fratello, in modo diplomatico ed elegante.

Di concerto con l’imperatore di Francia Napoleone lll, che aveva appena conquistato militarmente la Repubblica del Messico, gli offrì la corona di re di quello stato del centro America. Max, che dovette formalmente rinunciare ad ogni pretesa al trono imperiale austro-ungarico, nel 1863 (anche per insistenza della moglie principessa Carlotta del Belgio, la quale pare fosse gelosa della cognata Sissi troppo spesso a Trieste) accettò e partì per il Messico assieme alla consorte, dove sperava di realizzare le sue idee politiche di una monarchia liberale e moderata.
Ma, avendo le truppe francesi abbandonato l’America, Massimiliano si trovò da solo ad affrontare una dinamica pericolosa di crescente guerriglia.

I repubblicani messicani, con l’aiuto militare e finanziario del governo degli Stati Uniti, che non tollerava l’ingerenza asburgica in uno stato confinante, riconquistarono il potere.

Max, anziché fuggire per tornare in Europa, resistette; ma dopo tre settimane d’assedio dovette arrendersi e fu fucilato all’età di soli trentaquattro anni nel 1867.  Dopo un anno le sue spoglie furono riconsegnate all’Austria.

Quel castello progettato dall’architetto viennese Carl Junker, costruito fra il 1856 ed il 1860  in sfolgorante pietra d’Istria, secondo un eclettico stile neomedievale, barocco e neogotico con influenze spagnoleggianti, e che presenta ancora gli arredi originali d’epoca; quel castello circondato da un parco di circa 22 ettari, ricco di varie specie di piante provenienti da tutto il mondo (alcune portate dallo stesso Massimiliano che navigò come ammiraglio della flotta asburgica), ora ospita una singolare esposizione documentale sulla fotografia nella seconda metà dell’Ottocento, appunto ai tempi di Massimiliano d’Asburgo.

Sono esposte varie fotografie dell’epoca che riproducono paesaggi urbani (Venezia soprattutto) oltre a paesaggi campestri e marini, oltre ad un particolare strumento ottico: il megaletoscopio.

Si tratta di un apparecchio ottico progettato dal fotografo Carlo Ponti (nato nel 1823 in Canton Ticino e trasferitosi da giovane a Venezia dove morirà nel 1893) circa nel 1862.

Il megaletoscopio è l’evoluzione dell’aletoscopio, brevettato da Ponti nel 1861. In esso, le fotografie sono visualizzate attraverso una grande lente, che crea l’illusione ottica della profondità e della prospettiva.Le fotografie sono retroilluminate da una sorgente di luce interna (generalmente una lampada a olio), o illuminate dalla luce diurna attraverso un sistema di sportelli.

Ponti ed i suoi collaboratori producevano e preparavano delle fotografie speciali da usare nel megaletoscopio: fotografie traslucide, colorate e perforate in modo da creare effetti visivi drammatici, usando talvolta anche la tecnica della retroilluminazione per dare un’impressione notturna. Il megaletoscopio è spesso confuso con lo stereoscopio, che però aveva forma ed effetti diversi. Tuttavia anche il megaletoscopio e l’aletoscopio sono in grado di dare l’illusione del rilievo, ma attraverso la cromostereopsi (illusione visiva in base alla quale l’impressione di profondità viene trasmessa attraverso immagini a colori bidimensionali, di solito rosso-blu o rosso-verde, ma anche rosso-grigio o blu-grigio).

A Trieste consiglio di andarci in treno: dopo l’aeroporto di Ronchi dei Legionari (reso famoso dai fumetti su Valentina di Guido Crepax) iniziano delle serpentine per cui i vagoni si snodano lungo l’alta costiera sull’aspro territorio carsico, verde di lecci e pinete, producendo un effetto di distensivo dondolio, mentre lo sguardo spazia sul mare Adriatico aperto verso Sud.

fotografie di Edoardo Pilutti edoardo.pilutti@gmal.com                                   

La scienza della visione. Fotografia e ottica ai tempi di Massimiliano d’Asburgo. Castello di Miramare, promontorio di Grignano, viale Miramare, TRIESTE

ogni giorno dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30).
fino al 10 gennaio 2021 (esclusi il 25 dicembre e l’1 gennaio).
                                                                 tel. 040 224143 – 041 2770470     mu-mira@beniculturali.it http://www.miramare.beniculturali.it

La Direzione del Museo si riserva di chiudere totalmente o parzialmente il sito per ragioni eccezionali delle quali sarà data comunicazione.

Fotografia, di Edoardo Pilutti

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