Cesare Colombo. Fotografie 1952-2012, Castello Sforzesco. Milano 2020

CESARE COLOMBO. Fotografie 1952-2012, Castello Sforzesco Milano 2020 di Edoardo Pilutti

   Lo ricordo sempre disponibile al dialogo, anche con gli sconosciuti come me, ma che lui sentiva possedere un profondo interesse per la fotografia. Ci si incontrava ogni tanto alle inaugurazioni, come nel 2012 allo Spazio Oberdan, quando determinato ed appassionato, lui improvvisò un dibattito col pubblico presente.

   In quell’occasione, nella collettiva “IERI, OGGI, MILANO,” esponeva con altri autori famosi come Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaromonte. La mostra fu poi replicata con lo stesso titolo, ma con immagini anche differenti, sempre allo Spazio Oberdan ed in collaborazione col Museo di Fotografia Contemporanea della Provincia di Milano, nel 2015.

   Lo ricordo all’apertura della sua personale alla Galleria Bel Vedere, nel maggio 2013, con attorno una folla di estimatori, amici, visitatori: e lui manteneva sempre la sua modestia di  intellettuale consapevole. In quell’occasione lo fotografai sia da solo, sia in un gruppo ristretto coi galleristi, alcuni parenti, qualche critico fotografico.

Improvvisamente nei primi mesi del 2016 mancò, lasciando un grande vuoto nella vita culturale milanese e italiana,  nella ricerca e nello studio di immagini storiche.

   Ora nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco, è allestita una sua personale che ripropone oltre cento immagini da lui scattate in sessant’anni di intenso lavoro, dall’inizio degli anni Cinquanta fino a tre anni prima della sua scomparsa. Ma in questa mostra è come se lui fosse ancora presente, le sue stampe parlano per lui, dicono delle sue riflessioni e delle sue indagini sulla società italiana, seguita con autentica passione civile, nel suo evolversi dall’estrema povertà degli anni successivi al termine della Seconda Guerra Mondiale (anni segnati da morte e distruzione) alla ricostruzione del tessuto sociale e industriale, all’organizzazione nei luoghi di lavoro nuovi e tradizionali, alla contestazione studentesca, operaia e femminile ( nel 1968espone alla galleria “Il Diaframma” la serie Le altre donne ), alla politica e agli eventi funesti come la strage fascista di piazza Fontana nel 1969, agli eventi artistici ( nel 1970 documenta la settimana del Nouveau Realisme), allo spettacolo e  alla moda.

Nelle Sale Viscontee sono anche esposti, su lunghi tavoli sotto lastre di vetro, decine di copertine e fotocopie di pagine dei suoi libri ed alcune fotografie fatte da altri che lo ritraggono giovanissimo in famiglia ed in altri momenti della sua vita, più avanti negli anni. Si possono vedere anche tre filmati inediti, girati negli anni Sessanta e Settanta, da lui prodotti uno a scopo pubblicitario per una ditta, un altro per documentare un avvenimento sportivo, un terzo per registrare dei momenti di assemblee e manifestazioni studentesche.

  Cesare Colombo (1935-2016) era nato in una famiglia di artisti: dal nonno materno, Alfredo Sassi, scultore, alla madre Maria, pittrice. Fu il padre Augusto, pittore, ad insegnargli ad usare il primo apparecchio fotografico. Cesare inizia la professione di fotografo a metà degli anni Cinquanta, dedicandosi poi anche alla grafica e alla comunicazione visiva. Dal 1957 al 1962 dirige l’Ufficio Pubblicità dell’Agfa Foto e collabora con riviste come “Ferrania”, “Fotografia”, “Camera”, “Zoom”, partecipando contemporaneamente all’attività culturale cittadina assieme ad altri intellettuali (fra cui un fratello architetto e l’altro giornalista, storico e docente universitario). Si dedica poi alla fotografia industriale e di architettura, lavorando per numerose aziende, quali IRI, IBM, 3M, Bayer, e per le riviste “Domus” e “Abitare”, collaborarando con alcuni tra i principali architetti, grafici e progettisti italiani. Negli anni Sessanta insegna ai corsi della Società Umanitaria ed è nella redazione di “Foto Magazin”, poi “Foto Film”. Condivide con Toni Nicolini per anni il luogo dello studio, che diventa fucina di incontri con altri fotografi e scrittori. Nel 1964 pubblica due libri fotografici: una monografia dedicata a Giancarlo De Carlo e “Le Prealpi Varesine”, con testi di Piero Chiara.

   Cura mostre importanti come quella intitolata Francesco Negri fotografo a Casale  (1841-1924), del 1969;  come L’Occhio di Milano, alla Rotonda della Befana, dedicata nel 1977 alla metropoli e ai suoi fotografi; e come Cento anni di imprese per l’Italia, del 2010, in occasione del centenario di Confindustria.                                                                            

In qualità di ricercatore e  storico della fotografia si occupa del riordino e della valorizzazione degli archivi di grandi aziende, come la Ferrania 3M, il Touring Club Italiano, la Fiera di Milano. In qualità di curatore lavora per anni anche con la Fratelli Alinari, oltre a collaborare alla rivista “Fotologia”. È autore inoltre di numerose opere storico-critiche, tra cui l’antologia “Lo sguardo critico” e “Cultura e fotografia in Italia 1943-1968”, del 2004. Importanti le sue mostre antologiche, Milano Veduta Interna, del 1990 (con testi di Roberta Valtorta e Corrado Staiano), e Life Size, Photos 1956-2006, del 2009. Nel 2012 La FIAF gli dedica un volume monografico, a cura di Giovanna Calvenzi, nella collana Grandi Autori della Fotografia Contemporanea. Ripercorre infine la sua vicenda umana e professionale nella lunga intervista con Simona Guerra, pubblicata nel volume “La camera del tempo”, edizioni Contrasto, del 2014.

   La mostra in atto alle Sale Viscontee è curata da Silvia Paoli, Italo Lupi, Silvia e Sabina Colombo. Il catalogo, a cura di Silvia Paoli che ne scrive il saggio principale, edito da Silvana Editoriale, bilingue, è l’esito di un attento lavoro di ricerca scientifico e filologico a cui hanno partecipato anche Italo Lupi e Sofia Brugo.

testo e foto d’insieme di Edoardo Pilutti                                 edoardo.pilutti@gmail.com     

si ringrazia l’Archivio Cesare Colombo

CESARE COLOMBO. FOTOGRAFIE 1952 – 2012

Sale Viscontee del Castello Sforzesco. Milano

dal giovedì alla domenica, ore 11 – 18   ultimo ingresso ore 17

fino al 30 settembre 2020

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria qui entro il 13 settembre

tel. 02 88463700

Fotografia, di Edoardo Pilutti

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