Roberto Saviano/FORMA MERAVIGLI. “L’aria del tempo” Fotografie di Massimo Sestini, 2019

Roberto Saviano alla Fondazione FORMA/MERAVIGLI. L’Aria del Tempo, fotografie di Massimo Sestini                                     di EDOARDO PILUTTI

Una lunghissima e paziente fila fuori da Forma Meravigli qualche giorno fa per la presentazione e la firma autografa del suo ultimo libro “In mare non esistono taxi” da parte di Roberto Saviano. Nella sede espositiva in via Meravigli a Milano era presente anche una mostra di Massimo Sestini che è uno dei nove fotografi ( assieme a Martina Bacigalupo, Olmo Calvo, Lorenzo Meloni, Paolo Pellegrin, Alessandro Penso, Giulio Piscitelli, Moises Saman e Carlos Spottorno) che hanno documentato i rischiosi e a volte tragici percorsi di uomini, donne e bambini in fuga dalle guerre, dalle guerriglie anche tribali, da inondazioni e siccità, dalla desertificazione dei territori, dalle carestie, dalla fame, dalle torture.

In mare non esistono taxi ( edito da Contrasto ) è il primo libro in cui Roberto Saviano dialoga con la fotografia in quanto documentazione di una realtà atroce, intervistando i fotografi che ne sono stati testimoni, analizzando il loro lavoro e quello degli altri operatori attivi nelle dinamiche di migrazione.

Al Forma Meravigli Saviano ha risposto alle domande dei giornalisti e pubblicisti presenti, ha parlato emozionando un pubblico numeroso ( molti non hanno trovato posto all’interno e hanno dovuto attendere oltre un’ora per entrare ) ha abbracciato un paio di persone inferme sulla sedia a rotelle, ha fraternizzato con i lettori, ha autografato varie copie del suo libro.

Dal suo discorso emerge esplicitamente la criticità e la pericolosità del periodo politico che stiamo vivendo, sia per l’egoismo di parte delle popolazioni europee, sia per la strumentalizzazione che di tale egoismo e del bisogno di sicurezza viene fatta da numerosi politici. Ma la sicurezza non è qualcosa che si acquisisce circondandosi di muri e fili spinati: la sicurezza è un sentimento che nasce dal profondo dell’animo umano, è una caratteristica dell’essere umano che scaturisce dalle sue relazioni all’interno della sua famiglia, che ha quindi le sue radici nell’infanzia di ciascuno, nella relazione del neonato prima, del bambino poi, e infine dell’adolescente con la propria madre e col proprio padre. Pensare che chiudere le frontiere e chiudere i porti possa rafforzare la sicurezza, è falso, è una mistificazione. Se un individuo non ha la sicurezza ontologica, la sicurezza del suo essere nel mondo, una sicurezza sua interiore, non serve aumentare le sentinelle e i controlli ai confini nazionali: vanno analizzati e rinforzati i confini del suo Io.

Saviano inoltre ha risposto ad una domanda particolare da me postagli: “ In cosa possono essere utili le arti, non solo le arti visive ma anche le altre come la musica, il teatro, la danza, per far maturare nella gente valori come la giustizia sociale, la solidarietà con gli svantaggiati, il rispetto per gli umili?”

“Domanda complessa che meriterebbe l’attenzione anche di storici e critici d’arte, di teatro e musica. Comunque, per fare un esempio, con la sua fotografia che riprende un barcone con centinaia di migranti a bordo, in mezzo al mare, Sestini ha sensibilizzato l’opinione pubblica sulle traversie di questi esseri umani che cercano la salvezza e la vita in parti del mondo non solo più fortunate rispetto all’Africa, ma che anche hanno sfruttato economicamente l’Africa e parte dell’Asia. Comunque oggi non è più sufficiente avere un’opinione, quand’anche di solidarietà: è necessario metterci il corpo, fare qualcosa di persona.”

E mentre continuava la sua conferenza parlando dello struggimento di tante madri che forniscono ai propri figli i mezzi per il grande viaggio verso la salvezza da guerre e carestie, mi veniva in mente il racconto di mio padre che diciassettenne rifuggì la coscrizione fascista della Repubblica di Salò su insistenza di sua madre, mia nonna che mai conobbi, che voleva che si salvasse la vita. E così fu. E mi venivano in mente gli ebrei che durante la Seconda Guerra Mondiale, per sfuggire ai campi di sterminio nazisti venivano nascosti da conoscenti ( nota la storia di Anna Frank e della sua famiglia, simile a quella di tante altre famiglie) o fatti fuggire in Svizzera o in altri paesi neutrali o antinazisti da eroici agenti umanitari non governativi come il lombardo-veneto Giorgio Perlasca in Ungheria, il quale si finse addirittura console spagnolo per salvare dalla deportazione e dal conseguente sterminio oltre diecimila ebrei.

Si diceva della mostra di Sestini ( a cura di Alessandra Mauro) che riprende dall’alto, grazie anche ad elicotteri e droni, quella che è L’aria del tempo: un insieme contraddittorio di paesaggi bucolici e situazioni vacanziere balneari dove risaltano composizioni geometriche, sia in bianco e nero che a colori, tendenti all’astrazione; un insieme contraddittorio di esibizioni aeree spericolate e storici naufragi di transatlantici sulle coste di un’isoletta dell’arcipelago toscano; una serie di catastrofi naturali come il terremoto dell’Aquila e l’alluvione alle Cinque Terre; una serie di tragici eventi politici, dagli effetti della strage di Capaci ai funerali di Papa Giovanni Paolo II.

Sempre fino al 4 agosto (ingresso libero) in una saletta separata, la Print Room di Forma Meravigli, per la cura di Contrasto Galleria, è visibile la prima personale della giovane Stefania Lippi: una serie in bianco e nero, con dei toni neri molto profondi e densi, capaci di risvegliare la riflessione, di provocare un lieve spaesamento grazie anche alla simmetria rispetto all’asse centrale dell’immagine, di risvegliare talvolta una certa angoscia.

 

Edoardo Pilutti                                         edoardo.pilutti@gmail.com

 

Le foto a Roberto Saviano e le panoramiche della mostra sono di Edoardo Pilutti ©Stefania Lippi e Massimo Sestini/Courtesy Contrasto Galleria e Forma Meravigli Milano

Fotografia, di Edoardo Pilutti

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