L’Italia dei fotografi, 24 storie d’autore Museo del 900, M9 a Venezia-Mestre

L’Italia dei fotografi, 24 storie d’autore                                                                                    Museo del Novecento, M9 a Venezia-Mestre                                    di Edoardo Pilutti

Lasciata alle spalle una torre medievale dell’XI secolo e qualche palazzo cinquecentesco della Serenissima, sperso tra la speculazione edilizia degli anni Sessanta, a pochi passi dalla ottocentesca piazza Ferretto nel centro storico di Mestre, oltrepassato il duomo di S. Lorenzo, attraversato un restaurato cortile con porticato settecentesco, per studiato contrasto sorge il nuovo Museo del Novecento, costruito negli ultimi cinque anni e  inaugurato lo scorso dicembre 2018, al cui terzo piano è allestita una straordinaria rassegna di ventiquattro grandi fotografi italiani.

Organizzata da Casa dei Tre Oci – Civita Tre Venezie, inaugurata lo scorso 22 dicembre e visitabile fino a domenica 16 giugno, L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore è il titolo della prima grande mostra temporanea di M9, che oltre agli spazi espositivi suddivisi su tre piani, offre anche una mediateca con archivio, aree per le attività didattiche, auditorium, libreria e ristorante.

A cura di Denis Curti, la mostra propone oltre 230 immagini di formati diversi, a colori e in bianco e nero, che raccontano aspetti sociali, architettonici o culturali del Paese, colti nel corso del Novecento, in continuazione con la narrazione multimediale della mostra permanente sugli eventi storici del XX secolo ospitata ai primi due piani del Museo M9.

Il curatore ha saputo scegliere per ciascun fotografo una delle aree di ricerca più significative su cui ciascuno a suo tempo aveva lavorato, in certi casi quella per cui è famoso.
Così per Letizia Battaglia – La mafia a Palermo; per Olivo Barbieri – Artificial Illuminations; per Gianni Berengo Gardin – Morire di classe; per Gabriele Basilico – Milano. Ritratti di fabbriche 1978-1980; per Luca Campigotto – Venetia obscura; per Lisetta Carmi – I travestiti; per Carla Cerati – Morire di classe e Mondo cocktail; per Giovanni Chiaramonte – Nascosto in prospettiva: viaggio nella rappresentazione; per Mario Cresci – Ritratti reali, Tricarico 1967-1972; per Mario De Biasi – Anni Cinquanta; per Franco Fontana – Inventare lo spazio; per Maurizio Galimberti – Viaggio in Italia; per Arturo Ghergo – I divi dagli Anni Trenta agli Anni Cinquanta; per Luigi Ghirri – Il profilo delle nuvole; per Mario Giacomelli – Io non ho mani che mi accarezzino il volto; per Mimmo Jodice – Vedute di Napoli; per Francesco Jodice – Cartoline dagli altri spazi; per Nino Migliori – Gente dell’Emilia; per Riccardo Moncalvo – Le vacanze; per Ugo Mulas – Bar Jamaica; per Fulvio Roiter – Intorno al Neorealismo; per Ferdinando Scianna – Feste religiose in Sicilia; per Tazio Secchiaroli – Tazio Secchiaroli e Federico Fellini; per Massimo Vitali – Le spiagge e le discoteche italiane. 
La grandiosa esposizione è completata da una vasta selezione di circa 100 libri pubblicati dai medesimi autori in libera consultazione, e da un nutrito insieme di video con interviste e documentari, della durata di circa mezz’ora ciascuno, uno per ciascun fotografo. Avendo tempo per seguirne qualcuno si potrà apprendere ad esempio come Basilico sia ritenuto da un critico umile ma implacabile creatore di città misteriose; come Berengo Gardin (che possiede un archivio di un milione e ottocentomila fotogrammi)  fosse stato invitato da Carla Cerati ad accompagnarla negli ospedali psichiatrici nel 1968, su idea del medico innovatore Franco Basaglia; si ascolterà dalla voce di Fontana di come la sua celebre immagine di una vecchia automobile rossa fra le case di Praga gli fosse stata rifiutata ad un concorso.

Si verrà a conoscenza di straordinari aneddoti come il racconto di quando in un paesino calabro la macchina fotografica di Giacomelli cominciò a non funzionare bene: il suo assistente cercò di ripararla, non riuscendovi; non essendoci in paese alcun esperto di ottica e meccanica fotografica l’apparecchio fu portato dall’orologiaio, ma senza alcun esito; allora fu sottoposto anche all’esame di un meccanico di motori che neppure riuscì ad aggiustarlo. Solo l’intervento di un’anziana signora la quale, convinta che la fotocamera avesse il malocchio, recitò le consuete litanie, ebbe come conseguenza il ristabilirsi del suo perfetto funzionamento.

La mostra è stata inoltre accompagnata da un intenso programma di eventi collaterali, fra cui una giornata di conferenze e dibattiti a livello nazionale sulla fotografia, tenutasi il 25 maggio.

Il catalogo, edito da Marsilio, oltre alle fotografie presenti in mostra, contiene anche un testo introduttivo di Michele Smargiassi e un saggio di Denis Curti, autore pure delle schede critiche, il quale tra l’altro afferma: “Viste tutte insieme, queste fotografie propongono una trasversalità che contribuisce a comprendere il futuro. Nessuna predizione. All’interno di questa trasversalità non ci sono solo informazioni, c’è soprattutto l’invito a guardare il mondo da prospettive diverse. In questo senso i fotografi presenti, forse non sono mai stati moderni. Casomai sempre avanti, anticipatori di un tempo a venire, narratori pertinenti, costruttori di perimetri emotivi…”

 

Testo e foto di    Edoardo Pilutti

edoardo.pilutti@gmail.com

M9, Museo del ‘900

Via Giovanni Pascoli, 11    30171 Venezia-Mestre

Ore 10 -19, sabato e festivi ore 11 -20.  Chiuso il martedì.
Informazioni: (0039) 041.2387230 – info@m9digital.it

Fotografia, di Edoardo Pilutti

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