A tu per tu con gli artisti/25
Polvere della Memoria
Mostra collettiva
Miniera Montevecchio Guspini SU
a cura di Cristian Castelnuovo
L’obiettivo di Cristian Castelnuovo, fotografo e curatore in diversi spazi è esprimere con Polvere della memoria la speranza che Montevecchio nel sud della Sardegna e tante altre località non finiscano come la Macondo di Cent’anni di solitudine, Spianata dal vento e bandita dalla memoria. Luoghi di sofferenza e fatica, le miniere sono state anche laboratori di nuove politiche urbane e sociali e oggi possono essere spazi del possibile, in equilibrio tra passato, presente e futuro direttamente nei cantieri minerari di Levante.
Da una campata dell’antica fonderia di Montevecchio, Polvere della Memoria propone sul mondo delle miniere uno sguardo nuovo. La mostra riunisce pittura, scultura, fotografia, installazioni per rendere visibile quel che di prezioso deve essere ancora estratto. Non il minerale, ma la materia vivente. Gli esseri umani che sopra e sotto la terra, hanno creduto e reso possibile il miraggio, forse ingannevole, di una realtà nuova. La loro storia, le loro tracce nella cultura e nelle cronache del tempo. I loro volti, incisi su foto che il tempo ha modificato ma non cancellato.
In un’epoca come la nostra che smaterializza e distrugge il lavoro, quei ritratti severi di lavoratrici e lavoratori, sono stati elaborati da Giovanni Sesia, stesi su tavola e sospesi come icone sullo sfondo dorato, che da sempre santifica gli esseri umani e i loro sacrifici. La loro fatica quotidiana è stata rappresentata in forma eroica nella scultura di Andrea Forges Davanzati e in chiave ironica nelle installazioni di Davide Volponi.

Da stampe e negativi compromessi dalla trasformazione chimica e fisica dei materiali, il curatore della mostra Cristian Castelnuovo ha fatto affiorare figure sbiadite, prive di identità ma cariche di presenza. Ambienti, stili di vita, desideri e svaghi sono stati descritti da Beppe Fumagalli e interpretati dagli artisti del gruppo cagliaritano Castia, Enrica Badas, Paola Falconi, Francesca Sorrentino, Romeo Pinna, Josto Mura, Alberto Masala, Carlo Cicci Borghi, Carlo Nieddu Arrica.
Ma quali sono le origini che hanno portato Cristian Castelnuovo a costruire questa mostra multimediale?
“Il progetto Polvere della memoria nasce quando per la prima volta ho fatto visita all’archivio fotografico della città di Carbonia. Carbonia è una delle poche città che vanta una testimonianza fotografica che parte dal giorno 0 del primo insediamento urbano e arriva fino ai giorni nostri. Con mio grande stupore, oltre ad un’accurata archiviazione, molto poco era stato fatto dalle amministrazioni comunali negli anni, troppo poco perché io non dovessi sentirmi obbligato nel rendere pubblico questo immenso patrimonio. Ho analizzato più di 8000 pose di negativo, per poi selezionare le fotografie che erano state scartate dagli archivisti perché rovinate o frutto di malfunzionamenti meccanici”.

La tua attività di fotografo oggi si allarga su più fronti. Quali sono?
“Oggi è da ormai quasi 25 anni sono un fotografo professionista. La mia attività si sviluppa su più fronti. Da sempre porto avanti una ricerca personale che viene divulgata nel contesto di galleria, musei e spazi espositivi anche inconsueti, come la mia ultima mostra di cui sono il curatore, installata in una vecchia fonderia dismessa nel sito minerario di Montevecchio. Alla mia attività di ricerca ho sempre affiancato quella commerciale lavorando direttamente con grandi aziende, uffici stampa e periodici. Mi rendo conto di non essere un purista, ma ho imparato ad essere poliedrico. In sintesi si può anche dire che fotografo ciò che mi piace, faccio ritratti a personaggi famosi e non, fotografo la buona cucina e gli hotel di lusso e frequento gli eventi mondani”.
Come concepisci oggi la fotografia e come intendi diffonderla?
“La fotografia oggi è senza dubbio la forma di comunicazione più usata al mondo, ma per me la fotografia non è solo comunicazione, posso senza dubbio dire che è una magia, senza entrare in discorsi di fisica quantistica e sono sicuro che la determinazione di un fotografo può cambiare il corso degli eventi, plasmando la realtà e prevedendo gli eventi. Ai miei studenti quando insegno, mostro sempre la foto scattata da Annie Leibovitz a John Lennon e Yoko Ono poco prima che John fosse ucciso e quella foto riesce nel descrivere il passaggio a miglior vita del cantante dei Beatles. Stupefacente”.
A quale pubblico ti rivolgi?
“Mi rivolgo ad un pubblico, il più ampio possibile. Penso di essere molto democratico in questo”.
Che interesse riscontri nelle giovani generazioni per la fotografia?
“Mi è capitato negli ultimi anni di lavorare con giovani nel mondo influencer. Teenagers con fatturati da urlo, che attraverso le loro foto conquistano l’attenzione di milioni di persone. L’interesse per la fotografia dei giovani è quindi molto alto, sanno che attraverso questo strumento si possono autodeterminare e comunicare ad una platea molto ampia. C’è una differenza sostanziale, per come viene utilizzata oggi dai giovani, diversa da come la intendiamo noi della nostra generazione. I giovani non hanno la visione della qualità estetica ma si concentrano molto sulla trasmissibilità e sulla velocità del messaggio”.
Intervista di Mariateresa Cerretelli
Polvere della Memoria
fino al 30 ottobre 2024
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Tel. 3384592082
WhatsApp: Castia Art
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Viale La Plaia, 15
09123 Cagliari
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Mariateresa Cerretelli
Giornalista e Photo editor, scrive di fotografia, arte e costume per le testate del gruppo Class e collabora con diversi giornali tra i quali The Wall Street International Magazine, Artslife e Popdam Magazine. Si occupa del coordinamento della fotografia per gli Speciali di Bell’Italia, Cairo editore. Da molti anni è curatrice di mostre. Tra le più recenti Wilder mann di Charles Fréger a Lucca e Bianchi Sussurri di Caroline Gavazzi a Milano allo Spaziokappa32. Ha presentato alla Triennale Milano con AFIP, le lectio magistralis dedicate a Gabriele Croppi e Mario Cresci. Dal 2017 coordina gli incontri con i fotografi, dai grandi maestri ai giovani talenti, all’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato. Collabora alla realizzazione di progetti editoriali, brochures, presentazioni, installazioni di fotografie e libri. Dal 2000 partecipa a Giurie di fotografia e a Letture Portfoli nei festival italiani. È Presidente del GRIN, il gruppo dei redattori iconografici nazionale. Fino al 2021 Presidente del GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale) e ora nel Direttivo dell’Associazione.
È Direttore artistico del MonFest, la prima Biennale di fotografia a Casale Monferrato (AL), inaugurata nel marzo 2022 e allestita fino al 12 giugno 2022.
Photo by Renato Grignaschi
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Una collettiva molto interessante che trova unità nei luoghi dove la materia ha sopraffatto l’uomo e lo ha fagocitato. li artisti con il loro variegato linguaggio trovano unità d’intenti e di vedute. Luoghi di disumana insofferenza le miniere riscattano l’umanità e con la loro penombra rivelano i fantasmi che vi sono rimasti prigionieri.
Polvere della Memoria apre la miniera uno sguardo nuovo, uno sguardo di chi aveva solo potuto immaginare.
Avrei voluto vederla, così posso solo immaginarla e compiacermi per l’operato degli artisti e del curatore.
Grazie agli “esseri umani che sopra e sotto la terra, hanno creduto e reso possibile il miraggio, forse ingannevole, di una realtà nuova.”