Fuorisalone 2024
Superstudio Milano
di Edoardo Pilutti
Una rinnovata e persistente frenesia avvolge il capoluogo lombardo: centinaia e centinaia di eventi espositivi sparsi nelle aree centrali della metropoli, ad affiancare il Salone Internazionale del Mobile presente in questi giorni alla fiera di Rho.
Ovunque sono esposti con grande risalto tavoli, tavolini, sedie, poltrone, divani, madie, librerie, armadi, suppellettili, lavandini, sanitari, rubinetti, monili, tendaggi, tessuti.
Tra le oltre mille sedi, non passa inosservato all’inizio di via Santa Marta, il negozio spagnolo “La Nena” dove oltre agli originali arredi spiccano delle graziose borsette da donna confezionate con reti da pesca: una sottile o involontaria metafora che potrebbe simboleggiare l’atteggiamento femminile teso ad attrarre l’attenzione maschile.

Ma uno dei vertici della settimana, non solo per la vastità dello spazio usufruito ma anche per la presenza di molte aziende provenienti da vari paesi, si trova nei capannoni del Superstudio, in via Tortona 27, dove addirittura è stato bloccato il traffico automobilistico dai vigili urbani, per consentire l’andirivieni di fiumane di persone, incuranti della tempesta di vento che abbatteva vari cartelli stradali.
Tra tutti i padiglioni è impressionante quello dell’italiana NichelcromLab, divisione sperimentale (nata nel 2019) della Nichelcrom, azienda attiva da quasi settant’anni e specializzata in rivestimenti e superfici d’acciaio inossidabile, che ha commissionato l’opera “Like Trees in the Woods” allo scultore Michele D’Agostino.
L’installazione, per la cura di Mimmo Di Marzio, è un’esperienza immersiva dal forte impatto scenico, che propone un connubio tra natura e materiali tecnologici. Il visitatore è infatti invitato ad attraversare un boschetto di diciassette lecci (Quercus ilex) che si riflettono e si replicano all’infinito grazie all’acciaio specchiante che li circonda da ogni parte, generando un effetto spiazzante.
Portare il bosco in una stanza significa indurre delle riflessioni sullo spaesamento dell’elemento naturale in un contesto artificiale, dove al posto del sottobosco c’è un pavimento d’acciaio e al posto del cielo un soffitto. L’effetto specchiante dell’inox induce il pubblico a percepire e considerare la propria immagine umana in contiguità e continuità con quella degli alberi in uno spazio altro.

L’imponente opera ambientale propone quindi di instaurare un dialogo virtuoso tra ambiente naturale e ambiente artificiale, sottolineando bellezza e fragilità del nostro ecosistema. Significativa è la scelta del materiale utilizzato, l’acciaio inox, totalmente ecosostenibile in quanto riciclabile al cento per cento.
Coerentemente con la pratica aziendale, al termine della settimana del design, gli alberi di Like Trees in the Woods, donati dal vivaio Innocenti & Mangoni, verranno messi a dimora nel territorio milanese, dando vita a un piccolo polmone verde offerto alla comunità.
“Non meno che le statue divine dove splendono oro e avorio, adoriamo i boschi sacri e, in questi boschi, il silenzio.” Così scrisse lo storico romano Plinio il Vecchio. E sentenziò il filosofo francese Jean Jacques Rousseau: “Diventerò anch’io una pianta”.
“La pianta è il modello dell’uomo”, sosteneva il sociologo Claude Levi-Strauss (1908, Bruxelles – 2009, Parigi) che nel suo volume Antropologia Strutturale 2 (1973) precisava: “Si è cominciato con il separare dalla natura l’uomo, costituendolo a regno sovrano; si è così creduto di cancellare il suo carattere più inconfutabile ovverosia che egli è in primo luogo un essere vivente. E, rimanendo ciechi a questa proprietà comune, si è dato campo libero a tutti gli abusi”.
fotografie di Edoardo Pilutti edoardo.pilutti@gmail.com
Fuorisalone del Mobile
Milano
16 – 21 aprile 2024
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