A tu per tu con gli artisti/22
CAROLINE GAVAZZI
Intervista
di Mariateresa Cerretelli
La sua arte è un work in progress continuo e il focus è la natura intesa come fonte di vita di tutti gli esseri umani. Di recente ha esposto a Lab 1930 ad Amsterdam e alla fine di novembre ha aperto nel cuore di Milano uno spazio suggestivo per ospitare le arti e gli artisti, esponenti di fotografia, teatro, poesia, performance e tanto altro.
Come si sviluppa la tua arte?
“È uno sviluppo artistico in continuo divenire. Il mio intento con i vari processi della mia arte avviene in maniera molto organica senza decidere in anticipo cosa fare. A me sta molto, molto a cuore proteggere e salvaguardare la natura e per questo mi sono approcciata alle serre originariamente senza capire come mai e poi in seguito ho compreso appieno il mio interesse spiccato per fiori e piante. La natura ha bisogno di essere protetta e in questo momento nel quale stiamo andando verso un mondo forse senza ritorno perché stiamo distruggendo la natura che ci ha creato.

Dovremmo darle valore e preservarla. L’dea di iniziare dalle serre è stato istintivo. E da lì il tema si è sviluppato con le resine. L’idea di fotografare prima le piante e più avanti le farfalle all’interno delle serre ha reso il lavoro più animato. La farfalla rappresenta ancora di più la vita e le emozioni.
È partito lo studio sulla vita delle farfalle raccolte sempre in un ambiente naturale e protetto, coltivate in paesi sottosviluppati e cresciute in ambienti sicuri. Con le farfalle si apre anche una nuova fase del mio lavoro e con l’uso delle resine inizio a lavorare sulla tridimensionalità Non mi fermo più alla foto pura ma vado oltre. Applico le farfalle su delle foto come se fossero dei collage e le faccio vivere in questi ambienti quasi astratti e in molte di queste foto si perdono le forme e si intravede il verde e l’acqua che scorre lungo il vetro.
Lo step successivo sono state le scatole che per me rappresentano oggetti dove si racchiude qualcosa di molto prezioso e la scatola aumenta il valore e la protezione per la natura. Un piccolo mondo interno chiuso che, quando si apre, si illumina e rivela frammenti di natura, la cosa più preziosa al mondo. È anche una forma di proiezione del futuro, una conservazione della memoria, ma anche un cabinet de curiosité, contemporaneo sulla scia dei modelli del ‘700 e ’800.

Così, se non ci sarà più la natura, rimarrà un segno, un ricordo.
Il mio intento è quello di proseguire su questo tema a me tanto caro con altri modi per dare valore alla natura e sto cercando oggetti o dei modi per trasmettere questo messaggio in una diversa maniera tridimensionale e ho già delle altre idee per poter elevare la natura al massimo livello della sua bellezza, della sua importanza e della sua necessità.
Continuare a spingermi oltre la mia creatività nutre la mia energia ma resta sempre sotteso il filo conduttore della mia ricerca che è l’anima della nostra vita sulla terra.
Non è la prima volta che esponi all’estero?
Ho esposto in vari paesi al di fuori dell’Italia ma Amsterdam era un mio obiettivo primario perché Amsterdam e la fotografia olandese sono a un livello estremamente alto e anche lì il mondo naturale e il pianeta sono al centro dell’interesse comune e poter esporre, dal punto di vista professionale è stata un’occasione felice.
Siamo state selezionate Alessandra Calò ed io da Lab 1930 Fotografia Contemporanea, una galleria molto giovane, e con i nostri due lavori sulla natura abbiamo avuto un buon feed back e molti collezionisti che ci stanno seguendo. Esporre all’estero è un grande stimolo per noi che ci esprimiamo con l’arte e conoscerci e scambiare idee ci porta sempre più in là nella nostra pratica”.

E la tua creatività si è estesa da poco con l’inaugurazione a Milano di CAROLINE GAVAZZI STUDIO in via Gaudenzio Ferrari al 16 a pochi passi dalla Conca del Naviglio.
“Ho sempre voluto creare un ambiente che riflettesse la mia personalità e sono molto propensa alla collaborazione con altre persone creative che non devono per forza essere legate alla fotografia. Io non vorrei essere catalogata come una fotografa ma nemmeno come un’artista, ma mi piace l’idea della creazione, un’idea che si espande, dal designer, dall’artista puro che usa il disegno o la pittura, dal fotografo, al poeta, dall’attore, a qualcun altro che crea sculture o altro.
Vorrei iniziare a creare piccoli spettacoli, o performances, c’è una compagnia che si chiama Teatro a Casa e mi piacerebbe creare con loro delle pièces di teatro e questo spazio si presta benissimo.

Per me è importantissimo. Soprattutto perché io nasco dalla fotografia su commissione per riviste, dove non esprimi totalmente te stessa anche se soddisfatta per aver creato contatti professionali con le grandi testate realizzando ritratti, fotografia d’interni o still-life ma pur sempre foto commissionate. Ora invece ho piena libertà di scelta.
Creatività significa per me leggere un libro che ti appassiona o andare a vedere una mostra che ti affascina. E in questo spazio vorrei creare delle belle sinergie.
The Collectibles. Affordable Photography-based artworks ideal for new collectors, fino al 10 dicembre è la prima iniziativa realizzata con Lab 1930 Fotografia Contemporanea e la mia gallerista Elena Carotti. Volevo radunare i suoi artisti scegliendo un’opera o due al di sotto dei 1000 euro e far conoscere gli artisti affordable per collezionisti di tutte le età.
Nelle Fiere internazionali ci sono prezzi in media molto alti non alla portata di tutti ed è difficile iniziare una collezione, anche se di recente sono nate manifestazioni con opere dalle valutazioni più accessibili.
Voglio che il mio spazio rimanga una cosa di nicchia. Io, con la mia visione, intendo scegliere gli artisti da esporre e possono essere artisti che non sono rappresentati da nessuna galleria ma fanno dei lavori meravigliosi. Il mio scopo è circondarmi di persone che abbiano una vena creativa importante e mostrare il loro talento”.
http://www.carolinegavazzi.com
Gallery













Mariateresa Cerretelli
Giornalista e Photo editor, scrive di fotografia, arte e costume per le testate del gruppo Class e collabora con diversi giornali tra i quali The Wall Street International Magazine, Artslife e Popdam Magazine. Si occupa del coordinamento della fotografia per gli Speciali di Bell’Italia, Cairo editore. Da molti anni è curatrice di mostre. Tra le più recenti Wilder mann di Charles Fréger a Lucca e Bianchi Sussurri di Caroline Gavazzi a Milano allo Spaziokappa32. Ha presentato alla Triennale Milano con AFIP, le lectio magistralis dedicate a Gabriele Croppi e Mario Cresci. Dal 2017 coordina gli incontri con i fotografi, dai grandi maestri ai giovani talenti, all’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato. Collabora alla realizzazione di progetti editoriali, brochures, presentazioni, installazioni di fotografie e libri. Dal 2000 partecipa a Giurie di fotografia e a Letture Portfoli nei festival italiani. È Presidente del GRIN, il gruppo dei redattori iconografici nazionale. Fino al 2021 Presidente del GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale) e ora nel Direttivo dell’Associazione.
È Direttore artistico del MonFest, la prima Biennale di fotografia a Casale Monferrato (AL), inaugurata nel marzo 2022 e allestita fino al 12 giugno 2022.
Photo by Renato Grignaschi
Fotografia atupertucongliartisti carolinegavazzi mariateresacerretelli Milano

Opere molto intetessanti e belle.
Mi piace l’idea delle farfalle anche perché per me sono un simbolo di libertà e bellezza. Complimenti all’artista.