Mojave Desert – Heinz Schattner

Ha in sé il senso dell’immagine, Heinz Schattner. Dell’immagine e dell’autenticità. Connubio che, attraverso un uso sensibile della macchina fotografica, traduce in immagine ricche di umanità, bellezza e una sincera riflessione sul senso profondo della vita.

Nato in Germania, matura artisticamente a Parigi e Londra, è da sempre innamorato dell’Italia, dove vive e lavora attualmente. A introdurlo nel mondo della fotografia, autori di fama internazionale, che, ancora giovanissimo, affianca in veste di assistente. Tra le prime, autorevoli collabo- razioni, le testate italiane del gruppo Cond Nast Vogue Bambini e Vogue Uomo, seguite da nume- rose altre in tutto il mondo. Inevitabile l’evoluzione professionale a direttore artistico di campagne pubblicitarie televisive, così come la realizzazione di volumi fotografici: Thirtynine Souls – Gioielli di Angela Pintaldi per Donna Karan, Londra, Ateh – edito da F. Motta e presentato da Takashimaya 5th Avenue, New York, Silvershotz 2017 -Silvershotz Pty Ltd. Queensland – Reflex per Confindustria Moda .

Il viaggiare, nella vita e nell’opera di Schattner, è stato, è e sempre sarà preponderante. Collaborazioni con compagnie di produzione di Miami, Los Angeles, New York City ne hanno influenzano il percorso umano e professionale, portandolo a fotografare in Africa, in Asia, nelle Americhe settentrionale e centrale. Degno di menzione è Wasteland Fashion and Culture, progetto editoria- le senza precedenti. Realizzato nelle regioni interne del Mali, lo ha messo in contatto con le tribù locali Peul, Bambara, Dogon e Tuareg, avvicinandole, per la prima volta, a griffe quali Richmond, Bikkenbergs, Issey Miyake e altre.

Il senso del fare, del creare è un soggetto che gli sta a cuore e che indaga con fervore e innata sensibilità. Nelle sue immagini si anima un universo in grado di suscitare, in chi le ammira, emozioni contraddittorie e intense quanto quelle di chi le ha immortalate su pellicola. Delle donne e degli uomini che ritrae sublima la perfezione mettendone in risalto l’im-perfezione.

Le sue sono immagine nette, prive di sbavature, talvolta shoccanti e, proprio per questo, incapaci di lasciare l’osservatore indifferente. La fotografia, dunque, è work in progress, rinascita continua, alba e tramonto al contempo. Una visione “nobile” del presente e del futuro, ora resa dalla sinceri- tà del bianco e nero, ora restituita dalla poetica alchimia del colore.

EXHIBITIONS

“IL PASSATO E’ PRESENTE” Taormina – May 2004

“UN VIAGGIO NELL’IMMAGINE” Palermo, Catania, Siracusa, Berlino, Santa Fè – November 2008

“WASTELAND” Milano – November – December 2008

“UNDERCONSTRUCTION” Milano – November 2013 – Hong Kong – May 2014

“CARPE DIEM” Milano – February 2015 Amsterdam – October 2015

“WORK IN PROGRESS” Castello di Belgioioso – April 2016

“GIORNATA DEL CONTEMPORANEO” Dstudio – Via della Spiga 7 – October 2016

“SPAZIOKAPPA32” Milano – February 2017

“MIA PHOTO FAIR 2017” Milano – March 2017

“MAN AT WORK” Milano – May – June 2019

Four Roses & Meat

Mojave Desert, irrompe nella vita di Heinz Schattner alla metà degli anni 80.

Gli ampi spazi, l’atmosfera rarefatta e surreale, il gioco di luci e volumi costituiscono una sfida continua per creare immagini che celebrano la perfezione e il mistero profondo della natura.

I suoi viaggi lo portano a Twentynine Palms, Zabriskie Point, Joshua Tree e altre mete che non fanno che aumentare il fascino che quel mondo desertico ha su di lui.

Da questo e dalla curiosità che destavano in lui i quadri del nonno, nature morte spagnole e fiamminghe, davanti ai quali si incantava per ore, lo portano ad immaginare il “progetto Mojave” un insieme di immagini scattate in pellicola Polaroid Impossible 20×25 che hanno come protagonisti gli elementi della natura che ha imparato ad amare.

Fotografia d’arte o comunque di ricerca dove farsi trascinare dalle forze interne che ogni cosa riesce ad esprimere davanti al suo obiettivo.

Ogni scatto con il suo im-perfetto contribuisce a scoprire e far scoprire qualcosa di nuovo e di affascinante.

Heinz conosce la luce, essenza del lavoro. In un miracolo di leggerezza e armonia compone, come in uno dei quadri che lo affascinavano tanto, immagini arricchite, come nella pittura, dall’impossibilità di replica.

Fotografia

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