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VIAGGIO AI CONFINI CON VALENTINA TAMBORRA

a cura di Mariateresa Cerretelli

Grinta, passione, entusiasmo, l’arte sapiente di raccontare storie con la fotografia e un’inarrestabile forza creativa che comunica attraverso i suoi progetti e trasmette quotidianamente ai suoi studenti. Questi in sintesi sono alcuni dei talenti di Valentina Tamborra, fotografa milanese, 38 anni, autrice di reportage e di ritratti, esposti in diverse mostre, docente di fotografia presso l’IIF, (Istituto Italiano di Fotografia) a Milano e attiva al Naba e allo IED attraverso workshop e speech.

La sua più recente avventura fotografica si è conclusa da pochi giorni alla Fondazione Stelline, dove SKREI – IL VIAGGIO, a cura di Roberto Mutti, ha letteralmente incantato un vasto pubblico di visitatori, nonostante il Covid. Ecco le sue parole: “La mostra è andata veramente bene e ci sono state tantissime visite. La cosa bella è che anche alcune persone sono tornate più volte. Poi sono venute molte scuole, quelle dell’Istituto ma anche studenti del Politecnico perché i ragazzi che studiano design del brand hanno capito che si trattava di un progetto un po’ diverso dal classico reportage e storytelling ma dietro c’era una narrazione altra”. Ma cosa narra questo viaggio tra Italia e la Norvegia?

“Lo skrei è un particolare tipo di merluzzo norvegese che compie ogni anno una vera e propria migrazione dal mare di Barents verso le acque più calde della costa settentrionale norvegese, al fine di riprodursi. Ed è proprio il viaggio il filo rosso che collega la storia di un pesce a quella di uomini coraggiosi. Una storia di migrazione, di ricerca, di scoperta, che partendo da Venezia e passando per Roma, è arrivata oltre il Circolo Polare Artico, in Norvegia alle isole Lofoten. Un viaggio lungo chilometri, attraverso epoche e mondi lontani eppure legati l’uno all’altro, dove la cucina diventa elemento di unione”, racconta Valentina Tamborra.

E, come ha sottolineato Trym Eidem Gundersen, direttore Italia del Norwegian Seafood Council, partner del progetto di Valentina “Queste immagini suggestive ed emozionanti offrono un vero e proprio spaccato di come lo stoccafisso oggi venga prodotto con gli stessi metodi di lavorazione di seicento anni fa”.  Il punto di partenza di questo intenso lavoro, narrato in mostra, attraverso 40 immagini, di cui alcune di grande formato, risale al XV secolo.

“È un diario custodito nella Biblioteca Apostolica Vaticana, primo reportage di viaggio dedicato alla Norvegia del Nord che ci svela la vita dei pescatori di quella remota porzione di mondo. A scriverlo di suo pugno è Pietro Querini, nobiluomo e mercante veneziano, naufragato insieme al suo equipaggio sulle coste delle allora sconosciute isole Lofoten nel 1432”.

Da questi fatti nasce il legame tra Italia e Norvegia e il viaggio che da Roma ha toccato Venezia, Svolvær, Henningsvær e infine Røst, l’isola più a ovest della contea di Nordland.

“Attraverso i racconti di un discendente di Pietro Querini, arriviamo a raccontare di pescatori di una terra estrema dominata dai ritmi della natura, dove è il pesce o quasi l’unica fonte di sostentamento; di un mercato ittico che è il cuore pulsante di Venezia e che sorge proprio sulle rovine di casa Querini; di un pesce povero che appartiene al ghiaccio e ai venti e che diventa eccellenza italiana”. Dopo l’omaggio a Roma e a Venezia, l’obiettivo di Valentina vira verso le isole norvegesi e il suo sguardo spazia su un panorama immenso tra neve, cielo azzurro, nuvole gonfie di vento, mare e gabbiani.

E Roberto Mutti che ha curato la mostra continua la descrizione di questa straordinaria storia fotografica: “Poi emerge scura la scia di una strada asfaltata che conduce a incontrare quelle famiglie che qui vivono in un rapporto simbiotico con la natura di cui la pesca è la metafora”. Dai pescherecci ai pescatori, alle strutture a tralicci dove il pesce viene essiccato fino ai tanti ritratti, specchio riflesso sulle diverse realtà di questa comunità.  Skrei – Il Viaggio di Valentina Tamborra toccherà presto altre tappe espositive.

 “L’Ambasciata di Norvegia a Roma vuole fare una mostra doppia con Mi Tular (un altro suo lavoro nel Mar Glaciale artico, ai confini del mondo) e Skrei, un focus sull’ Artico e per ora hanno prenotato il museo di Roma in Trastevere e sono previste tavole rotonde con CNR e con l’Università di Studi Artici e vari incontri. Vogliono portare le due mostre insieme perché in fondo ambedue esprimono la mia poetica, tutto quello di cui io parlo è  il concetto di confine. Il progetto Mi Tular- Io sono il confine, rappresenta la quintessenza del confine e nello stesso tempo anche le Lofoten, insieme a Venezia e alla Biblioteca Apostolica Vaticana sono luoghi estremi e poi entrambi i luoghi parlano dell’Artico. C’è un link molto forte. Prossimamente porterò Skrei anche a Venezia”.

“Nel sangue ho quello, ho l’idea del confine, dell’identità, della memoria, dei luoghi o delle storie dimenticate. Mi piace definirmi “un robivecchi” che va a scavare nelle cose che si buttano via e si dimenticano”, osserva la fotografa milanese.

“Quando realizzo una storia, spero sempre che la gente si emozioni quanto mi sono emozionata io, perché non riesco a raccontare qualcosa che non mi risuona dentro. La prima volta che ho saputo della storia di Pietro Querini ricordo che mi sono commossa e mi sono detta: oggi parliamo di migrazioni e io ho lavorato tanto sulle migrazioni e ho trovato un uomo del 1430 veramente moderno”.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

http://www.valentinatamborra.com

Mariateresa Cerretelli

Mariateresa Cerretelli
Giornalista e Photo editor, scrive di fotografia, arte e costume per le testate del gruppo Class e collabora con diversi giornali tra i quali The Wall Street International Magazine, Artslife e Popdam Magazine. Si occupa del coordinamento della fotografia per gli Speciali di Bell’Italia, Cairo editore. Da molti anni è curatrice di mostre. Tra le più recenti Wilder mann di Charles Fréger a Lucca e Bianchi Sussurri di Caroline Gavazzi a Milano allo Spaziokappa32. Ha presentato alla Triennale Milano con AFIP, le lectio magistralis dedicate a Gabriele Croppi e Mario Cresci. Dal 2017 coordina gli incontri con i fotografi, dai grandi maestri ai giovani talenti, all’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato. Collabora alla realizzazione di progetti editoriali, brochures, presentazioni, installazioni di fotografie e libri. Dal 2000 partecipa a Giurie di fotografia e a Letture Portfoli nei festival italiani. È Presidente del GRIN, il gruppo dei redattori iconografici nazionale.

Photo by Renato Grignaschi

Fotografia

3 Comments Lascia un commento

  1. Molto particolare la foto con l’aurora boreale e i pesci appesi ad essiccare! Mi ha colpito per il contrasto tra i due elementi della natura.

Ciao, lascia un commento, grazie.

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