PREMIO MESTRE DI PITTURA 2020 Centro Culturale Candiani VENEZIA – MESTRE

PREMIO MESTRE DI PITTURA 2020 CENTRO CULTURALE CANDIANI VENEZIA-MESTRE di Edoardo Pilutti

   Il Premio di Pittura Mestre nacque nel lontano 1958 per iniziativa dell’artista Andreina Crepet Guazzo, la quale auspicava e propugnava il rilancio anche culturale (e non solo quello economico già in atto in quegli anni Cinquanta) della città di terraferma veneziana.      

   Dopo dieci fortunate edizioni che coinvolsero prevalentemente pittori veneti, dal 1968 il Premio non venne più riproposto.  Nel 2017 ha ripreso vita dopo cinquant’anni di oblio, grazie alla volontà di un’associazione culturale, il Circolo Veneto, e dal 2018 è organizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia.

   Realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Venezia e di importanti istituzioni culturali, sostenuto da generosi privati novelli mecenati, giunto alla sua quarta edizione dopo il rinnovamento, Il Premio Mestre di Pittura è diventato un appuntamento di rilievo nazionale, con echi internazionali.

   Quest’anno ha  visto la partecipazione di quasi novecento artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, un centinaio dei quali sono stati selezionati da una giuria tecnica presieduta dal celebre e compianto storico e critico d’arte Philippe Daverio, e composta da esperti come Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia; Michele Bonuomo, direttore del mensile Arte della Mondadori; Roberto Zamberlan, per la Fondazione Bevilacqua La Masa; Cristiano Costantini, presidente di  Amici del Premio Mestre; Marco Dolfin, storico dell’arte, curatore della mostra e segretario di giuria. Una ulteriore selezione ha individuato 54 dipinti per l’esposizione presso il Centro Culturale Candiani, polo museale di terraferma.

   Come da tradizione, l’opera vincitrice del concorso diverrà parte della collezione museale della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.    

   Nella collettiva dei finalisti si possono osservare varie correnti stilistiche: predomina un iperrealismo che a volte assume una connotazione lirica come in “La casa dentro la casa” di Gabriella Massari; vi sono esempi di pittura neo pop, come “Interno 4/20” di Simone Bortolotti, e di realismo esistenziale declinato in toni drammatici (“Le anime del Purgatorio. Gemini” del campano Angelo Giordano e “I love my husband” del mestrino Fabrizio Vatta, già vincitore di uno dei precedenti Premi). Non mancano esempi di astrattismo e neppure di esercizi di pittura materica, vicina all’installazione, con richiami ai buchi di L. Fontana ed ai sacchi combusti di Burri.  Qua e là vi è un avvicinamento al concettuale, dato anche dal raffronto fra la riflettente superficie smaltata ed il titolo, come in “Essere l’immenso spazio dove io non sono” della fiorentina d’adozione Elena Diaco Mayer, formatasi all’Accademia di Brera. Interessante anche la ricerca dell’abruzzese Antonio Civitarese che giustappone, o meglio lascia scivolare l’una nell’altro, una pittura astratta con rimandi a Paul Klee e un lirismo post impressionista, nella tempera grassa su tela: “Nord Sud Est Ovest”.

 Nel complesso gli artisti selezionati sembrano riproporre correnti stilistiche nate nel Novecento, reinterpretate dalle loro rispettive sensibilità. Effettivamente pare che la pittura abbia percorso tutte le direzioni possibili per ritrovarsi infine sempre di fronte a sé stessa: restando all’interno della pittura non pare più possibile inventare qualcosa di veramente nuovo. D’altra parte tante ricerche d’avanguardia, dalle installazioni all’arte povera, al concettuale, appaiono francamente sterili e noiose.

Il futuro dell’arte potrebbe stare nel connubio fra pittura e ricerca filosofica, o anche ricerca scientifica non intesa però nel senso dello sviluppo tecnologico (che consiste nel demandare alle macchine il sapere umano e le funzioni umane, come, per fare un esempio eclatante nella fecondazione artificiale) ma nel senso della nuova ricerca umanistica che metta al primo posto gli esseri viventi e la salvaguardia del pianeta Terra. Un esempio straordinario di questa nuova figura di artista (anche se non nel campo della pittura) è stato il cantautore e medico cardiochirurgo Vincenzo Jannacci, il quale quando cantava e recitava sul palcoscenico trasmetteva qualcosa di terapeutico; e quando visitava e curava i suoi pazienti, infondeva una diversa visione del mondo. 

fotografie di Edoardo Pilutti                                     edoardo.pilutti@gmail.com

COLLETTIVA FINALISTI PREMIO MESTRE DI PITTURA 2020

Centro Culturale Candiani

piazza Candiani     Mestre

fino al 4 ottobre     dal mercoledì alla domenica     ore 16 – 20

tel. 041 2386111 – 126        info@ilcircoloveneto.eu

ARTE, di Edoardo Pilutti

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