Lasciami Volare

Mostra evento sul bullismo

Moysa di Milano

a cura di Giuliana Poli

Intervento Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso

Sabato 6 aprile 2024, ore 10

La mostra “Lasciami volare” rappresenta un’opportunità significativa per sensibilizzare le persone sulla problematica del bullismo e per promuovere valori come rispetto, amicizia e generosità.

Il bullismo tra i giovani è una piaga che può avere gravi conseguenze sulla vita di chi ne è vittima. E’ quindi importante affrontare questo tema anche utilizzando diverse forme di espressione, come l’arte, per trasmettere un messaggio che promuova la cultura del rispetto.

La presenza di figure autorevoli come il giudice Fabio Roia, insieme alle pittrici Wally Bonafè, Amalia Caracciolo e Katalin Kollar e al cantautore Francesco Boccia, compositore della canzone “Grande Amore” cantata dal gruppo musicale “Il Volo”, conferisce alla mostra un’importante rilevanza. L’arte, infatti, ha il potere di toccare le corde più profonde dell’animo umano e di trasmettere messaggi potenti che possano influenzare in maniera positiva il pensiero e il comportamento delle persone.

Inoltre, coinvolgere le scuole italiane nella partecipazione del concorso “Lasciami volare” è un’ottima iniziativa per rendere partecipi attivamente i giovani e fornire loro uno spazio per esprimere le proprie idee sul tema del bullismo. Tuttavia, la lotta contro il bullismo non si esaurisce con un singolo evento o iniziativa.

È fondamentale un continuo impegno collettivo per prevenire e contrastare il bullismo in tutte le sue forme. “Lasciami volare” è una piccola importante goccia che vuol contribuire a rendere sempre più pura quella meravigliosa fase dell’adolescenza, dello scegliere “chi si vuole diventare da grandi” innescando luce e positività dove ancora sono presenti buio e violenza.

Intervista a Wally Bonafé Presidente del Movimento Spirale di luce

Il Movimento Spirale di luce nasce nel 2010 dal desiderio di condividere con altre artiste eventi dedicati a temi sociali: per questo si basa su principi etici morali con lo scopo di sensibilizzare cercando di dare un contributo con il linguaggio visivo dell’arte.

Cosa rappresenta per lei il valore dell’arte etica?

Moltissimo. In una società che ritengo decadente nella quale i valori sembrano perdersi, mi piacerebbe ritrovare proprio tramite l’arte quei sentimenti di altruismo e rispetto che dovrebbero caratterizzare l’essere umano.

Cosa consiglierebbe alla nuove generazioni in relazione all’importanza di esprimersi attraverso l’arte del dipingere?

La pittura ha un grande potenziale: penetrare nei sentimenti e nelle emozioni di chi osserva un quadro e procurare quindi riflessioni che possano aiutare a pensare alla bellezza mediante la trasmissione di vibrazioni estetiche.

Come nasce l’idea di questa mostra sul bullismo proposto poi a Seven Art?

Dalle notizie che spesso coinvolgono in atteggiamenti violenti i giovani che, invece, dovrebbero dedicare il loro tempo all’amicizia, al divertimento ed al sorriso. Seven Art è un partner importante e generoso e l’imprenditrice Raluca Vatavu ci ha aiutato a realizzare questo progetto che ha anche come scopo il lancio di una canzone scritta appositamente per Spirale di Luce dal cantautore Francesco Boccia, il compositore della canzone “Grande amore” che il Volo ha portato in tutto il mondo. Speriamo possa diventare il simbolo canoro del bullismo.

Seven Art ha deciso di chiamare la mostra-evento Lasciami volare, che prende il titolo da una delle sue opere esposte. Cosa rappresenta per lei questo quadro?

Nel dipinto sono Rappresentate tante colombe che volano insieme nel segno di pace.

Intervista a Raluca Vatavu CEO & Founder di Seven Art Srl

Nell’ambito della mia attività di studio del mondo dell’arte la mia partecipazione alle più importanti mostre mondiali mi ha permesso di percepire la totale assenza di risposte ad alcune importanti istanze che provenivano da tutti gli operatori di questo affascinante pianeta: superare l’opacità delle transazioni ed offrire opportunità paritetiche e democratiche a tutti gli artisti in grado di manifestare il proprio messaggio comunicativo.

Con Seven Art continuerò a svolgere una serie di azioni che permettano di attivare linee di comunicazione virtuose con la generazione dei giovanissimi oggi così lontana dal mondo dell’arte: ciò perché mi sono resa conto di come sia necessario utilizzare la semantica e la grammatica del recettore per poter comunicare con lui. L’evento dal titolo “Lasciami volare”: una mostra presso gli studi “Moysa”, (noto Hub di art entertainment) ha come obiettivo quello di portare l’attenzione sul tema così importante e attuale del bullismo tra i giovani: l’evento avverrà in partnership con Stardust (la società attualmente più rappresentativa del rapporto tra la generazione “Z” ed il mondo “social”) e con il Movimento Spirale di Luce.

Nel corso della mostra interverrà autorevolmente il Giudice Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano per sensibilizzare i giovani della generazione “z” a preferire i valori del rispetto, dell’amicizia e della generosità ai sentimenti dell’odio e della violenza.

Quanto conta per lei il culto della bellezza e dell’estetica?

Cerco di vivere nella bellezza. La bellezza per me è una scelta di vita, una forma-pensiero positiva ed è l’importanza di questo valore che vorremmo trasmettere noi di Seven Art alle nuove generazioni: esse verranno rappresentate da sette scolaresche provenienti da tutto il territorio nazionale presenti all’evento sia online che in presenza: abbiamo avuto conferme dalle classi di Vibo Valentia, Pomigliano D’Arco, Agrigento, Brindisi, Falconara, Sulmona e Milano: esse ascolteranno la lezione sul bullismo del Giudice Fabio Roia, ma saranno anche protagoniste di un concorso con premiazioni finali avente ad oggetto opere d’arte nelle quali i giovani partecipanti potranno esprimere nella massima libertà espressiva artistica, l’esaltazione del bello, del rispetto e dell’amicizia, deterrenti naturali di ogni forma di vessazione e violenza nei confronti del prossimo.

Sarà poi emozionante per tutti ascoltare la canzone inedita del cantautore Francesco Boccia: Lasciami volare, che spero possa diventare per i giovani il simbolo del “no al bullismo”. Tengo a precisare che il premio offerto al vincitore del concorso vuole rappresentare l’essenza della nostra proposta: un NFT dell’opera vincitrice sarà creato dal nostro gruppo di creators ed attraverso la procedura di “minting” verrà posizionato sul portale Opensea. Inoltre, Stardust porrà a disposizione un influencer per generare un contenuto social da “postare” sui principali canali.

Intervista al Giudice Fabio Roia, attuale Presidente del Tribunale di Milano.

Il Giudice Fabio Roia, da anni impegnato contro il bullismo, un reato troppo spesso minimizzato, ha spiegato che il bullismo non rientra in quel che il gergo popolare definirebbe “una cosa tra ragazzi”, ma è un reato vero e proprio ed è importante illustrare alle nuove generazioni, senza spaventarle ma sensibilizzandole, sul significato giuridico e reale della fattispecie e sulle conseguenze giuridiche alle quali di fatto, va incontro il bullo.

Dott. Roia, come mai il tema del bullismo le è particolarmente caro?

Bullismo è un termine troppo elegante. A volte dietro il bullismo si nascondono veri e propri reati che, se commessi da persone adulte, porterebbero all’applicazione di sanzioni molto, molto gravi. Per sensibilizzare i ragazzi e non per spaventarli, bisogna anche fare capire loro che certi fatti, definibili in maniera un pochino soft da un punto di vista semantico “attività dei bulli”, in realtà siano dei veri e propri crimini, ovvero reati: essi come tali meritano attenzione sul piano della condanna sociale e delle sanzioni. Proprio per questo, secondo me, non c’è una sufficiente informazione ai giovani dal punto di vista poi della sanzione penale, perché molte volte si licenzia un’attività rilevante dal punto di vista penale come atto di semplice bullismo, però così non è.

Dalla sua lunga esperienza di giudice, quali sono le motivazioni sociali e ambientali che spingono un giovane a far del male ad un altro giovane?

Le motivazioni sociali ambientali che spingono a far del male ad un altro giovane derivano da una pluralità di elementi. Secondo me alla base c’è un fattore d’immaturità, che si accompagna ad una forma di isolamento del singolo giovane; c’è tutto il tema del mondo dei social che è il mondo di relazioni virtuale, ma non di relazioni sostanziali di presenza. Altra motivazione è soprattutto il predominio di relazione espresso ancora una volta nei confronti delle giovani donne, dove è ancora presente una forma di macismo, di maschilismo, di prevaricazione. Tutto questo e i dati giudiziari lo confermano, ci fanno evidenziare come ci sia molta violenza tra i giovani.

Che cosa manca secondo lei alla generazione Z?

Alle nuove generazioni manca secondo me una cultura dell’attenzione, una cultura del rispetto, una cultura del preoccuparsi dei problemi dell’altro e quindi una cultura dell’ascolto. Forse è presente un eccessivo tratto narcisistico, troppo interesse esclusivamente patrimoniale, mancanza di senso anche della fatica per raggiungere gli obiettivi e quindi un rischio d’implosione dal punto di vista di una società valoriale.

C’è un altro reato oltre il bullismo che dovrebbe essere maggiormente attenzionato perché in crescita?

Il bullismo non è un singolo reato: è, come dire, un fenomeno sociologico che racchiude una pluralità di reati; senz’altro sono in crescita esponenziale tutti i reati commessi a mezzo internet, forme di vendette, di insulto, che attraverso i social trovano fortissime propalazioni, in quanto intervengono sull’autostima delle persone e possono anche portare a forme di emarginazione, se non a forme di suicidio.

Qual è il suo rapporto con l’arte?

L’arte mi piace. E’ una forma di bellezza; è una forma di declinazione di bellezza nel mondo e come tutte le forme di bellezza con la B maiuscola dovrebbe essere un collante di civiltà e di crescita culturale.

Quanto il mondo dell’arte potrebbe essere utile ai giovani?

Per i giovani l’arte potrebbe essere un modo di richiamare la bellezza,  la storia  il ricordo, ma  anche una prospettiva di futuro ispirato a valori che portano luce,  fiducia,  positività e fanno scomparire le ombre.

Intervista al Cantautore Francesco Boccia

Francesco Boccia l’autore di Grande Amore (un grande successo cantato dal gruppo musicale il Volo, che ha rappresentato nel mondo l’Italia e l’italianità) ha molto a cuore il tema del bullismo, perché, essendo diventato padre, è più sensibile a tematiche riguardanti i bambini ed i giovani. Egli canterà, durante l’evento Lasciami volare, l’inedita canzone che ha scritto sul bullismo.

Come mai ha accettato di scrivere una canzone dedicata al bullismo?

Nel mio hotel a Napoli un giorno conobbi Wally Bonafé, che mi propose di scrivere una canzone sul bullismo ed io accettai per il fatto che sono diventato papà. Personalmente sono stato fortunato; ho avuto un’infanzia bellissima e penso che sia stata la mia forza. Ho quarantasei anni e quando ero giovane avevamo un altro atteggiamento di vivere la scuola, eravamo più uniti e con maggiore rispetto dei professori, come se fossero dei genitori; la scuola alla fine era un’altra famiglia.

Tutte le cose che sento oggi mi fanno cadere dalle nuvole, perché non l’ho vissute. Quando ho scritto questa canzone mi sono messo nei panni di un ragazzino di quattordici anni che vive queste cose; tra l’altro, insegnando, canto all’accademia ed a teatro e, quindi, avendo a che fare con i giovani, vedo che ci sono oggi questi problemi di intolleranza da parte del branco: quindi mi sono immaginato come avrei potuto star male io vivendo questa tipologia di trauma; mi sono immedesimato in un ragazzo che non riesce ad inserirsi e viene bullizzato e messo da parte. Vivere un inferno quotidiano porta a chiuderti, a renderti insicuro, a stare male fisicamente: quindi ho vissuto mentalmente sulla mia pelle questa problematica e l’ho tradotta in canzone.

Credo che il bullo sia lui stesso vittima di un disagio familiare, perché se a casa vivi in un ambiente che esprime amore e rispetto non fai queste cose, se sei amato non ti viene proprio in mente di fare del male ad una altro ragazzino o ragazzina. Come adulto mi sono sentito in colpa.  In questa canzone parlo come se fossi un bambino di quindici anni e questo potrebbe essere stato un modo di dare voce ai bambini che reprimono i loro malesseri dentro di loro. Per questa ragione amo tantissimo questa canzone che è inedita, ed ho scritto di getto con il cuore e canterò all’evento del sei Aprile organizzato da Seven Art a Milano.

Cosa consiglierebbe in generale a un giovane o a una giovane oggetto di bullismo?

Di non avere paura di niente e di amarsi un po’ di più. Il problema parte tutto da questo, dall’amore che abbiamo per noi stessi. Se noi ci amiamo sappiamo anche ribellarci allo schiaffo che abbiamo ricevuto, alla stupidaggine sulla mia persona che ho letto sui social; se noi ci amiamo abbiamo la forza di poterci ribellare, basta dirlo al genitore, al professore, all’amico più grande.

Non si deve avere paura: perché chi commette il reato del bullismo ha più paura di chi subisce, con la differenza che, invece di affrontare il problema in maniera positiva, l’affronta con la violenza. I bulli ragionano in branco perché da soli non valgono niente, quindi non mi sento di giudicare il bullo perché a sua volta ha problemi che vanno risolti; il bullo è colui che al suo problema ha trovato una via sbagliata… e continua… perché nessuno gli dice che c’è una via alternativa. I ragazzi hanno troppe informazioni che molto spesso non riescono a gestire.

Lei ha scritto Grande Amore, un grande successo.

I figli sono tutti uguali, quindi questo pezzo è uno dei miei figli che ha portato fortuna a me, al Volo, ma anche all’Italia, perché è stata una canzone che ha rappresentato l’Italia.

Un po’ come Volare di Modugno?

Esatto un po’ come Volare. Questa canzone ha aspettato tanto tempo; è stata tredici anni in un cassetto, la scrissi dopo che arrivai terzo nel 2001 a Sanremo con Turu Turu, il tormentone dell’Italia. Nel 2003 scrissi Grande amore. Solo dopo tredici anni arrivò a Sanremo perché dicevano che era vecchia, demodé, neanche al Volo piaceva, fino quando la sentì Carlo Conti che capì tutto; ebbe la stessa mia visione e la propose al Volo che a sua volta non la voleva fare ma intervenne il direttore artistico Celso Valli, uno degli arrangiatori più importanti che abbiamo in Italia; è un grande nome; la sentì e disse:” Questa è la canzone che stiamo aspettando da otto anni e così fu”.

Come nasce la canzone Grande amore?

La scrissi perché sono un eterno innamorato… Non ricordo neanche chi era lei, ma io ero sempre innamorato. Vivo tutte le passioni con il tormento, l’esaltazione… tutto! Un Leopardi punto 0! La musica mi ha dato la possibilità di esprimere anche le mie passioni. Sono un uomo innamorato della vita con tutte le difficoltà che ci sono, perché oggi se sei una persona che parla di amore sei preso quasi per pazzo, un “fesso”, invece come è difficile riuscire ad essere sempre gentile e disponibile! La gentilezza non è una parola, ma un modo di essere e quindi bisogna viverla davvero. Mi sono sempre sentito in questo un pesce fuor d’acqua, ma sono nato gentile: si soffre si patiscono pene ed inferni, ma poi se ne esci senza cambiare si è felici di sé stessi, per come si è naturalmente, si acquista consapevolezza che diventa una forza.

Intervista ad Andrea Colombo CEO di SG & Partners srl

Andrea Colombo, imprenditore, è da sempre un attento cultore della storia e del mondo della scienza sacra medievale.

Appassionato di queste tematiche, attribuisce al  mondo dell’arte un ruolo salvifico, quindi di estrema importanza per le nuove generazioni: ”Nel passato” ha affermato: “La distinzione tra arte e scienza era meno evidente rispetto ad oggi, tant’è che il termine artes veniva applicato alle scienze; le arti liberali, nel Medioevo, comprendevano la conoscenza degli studi naturali e letterari; le sette arti liberali, corrispondenti ai Cieli venivano essenzialmente collegate a principi trascendenti. Le conoscenze artistiche assumono, quindi, un significato simbolico, afferente e corrispondente ai diversi ordini della realtà. Attraverso l’arte è possibile esprimere, con un linguaggio universale, la ricerca del Bene Comune.”

Cosa rappresenta per lei nella sua scala di valori  il bene comune?

La ricerca del bene comune è un’azione consapevole che anticipa la norma. Per bene comune s’ intende il perseguimento in modo responsabile di più effetti positivi sulle persone, le comunità, i territori, l’ambiente, le attività culturali e sociali.

Come mai il tema del bullismo è così importante per lei?

La violenza che subisce l’indifeso, vittima di comportamenti che ledono in alcuni casi il corpo, ma anche la parte meno visibile di un individuo, si espande con conseguenze a volte maggiori del danno apparente. Il bullismo, tra i fenomeni negativi e organizzati ci ricorda che l’avversario del Bene agisce, oggi più di ieri, inosservato e impunito e che sta riprendendo sempre più forza partendo dal mondo minorile.

Critica sulla mostra d’arte “Lasciami volare”

I colori seducono e sfuggono allo sguardo della mente perché cambiano a seconda di chi li guarda. Cangianti nell’immaginario delle persone il colore è “concetto” e suono. La Mostra “Lasciami volare” delle artiste di Spirale di luce Wally Bonafé, Amalia Caracciolo, Katlalyn Kollar comunicano allo sguardo di occhi capaci di recepire macchie colorate che raccontano stati d’animo controversi, come le vibrazioni violente dei contrasti di pennellate vermiglie, nere e gialle, che nei quadri della Kollar Fili spezzati e Paura, emanano una forza poderosa come echi di rimbombi di suoni lontani per evocare stati d’animo di bellezza esasperata a causa di chi non sa direzionare le proprie angosce emotive.

I flutti di fuoco di Empatia e Riflessione e tracce di speranza di Amalia Caracciolo è un rosso amico che insieme al verde e al blu violetto suscitano velocità e rinascita, un carnevale emotivo che spinge alla complicità verso l’altro in una rinnovata amicizia.

In Squilibrio di potere i rossi, arancioni e gialli delle passioni umane sono spezzati dal taglio blu dai contorni scuri che allontana chi subisce violenza dall’amore per sé stesso, generando un disarmonico stato dell’essere, attraverso quel nero contorno che avvilisce i corpi e genera solitudine.

Gli Abissi di Wally Bonafé, quadro dai colori rifrangenti della sua Artescopica rappresenta un naufragare dell’essere fatto di scintille purpuree che si delineano nell’azzurro fino a precipitare verso le sfumature di colori grigi e fangosi dell’immobilismo emotivo.

L’animo umano ha mille risorse e dal vortice violaceo del quadro Solitudine si rinasce attraverso la casa interiore del sogno fino a ritornare ad uno stato di leggerezza.

Lasciami volare è un’esplosione colorata nella luce che compenetra e rende il tutto vibrante.

Nascoste nell’astrattismo del colore, Il volo di colombe proiettano L’ occhio dello spettatore all’unisono in un punto centrale originario, che come ”ll gran mare dell’essere dantesco”, tutto riassorbe.

Giuliana Poli

Gallery Wally Bonafè

Gallery Amalia Caracciolo

Gallery Katalyn Kollar

Pittura

6 Comments Lascia un commento

  1. Bellissimo.evento che ha raggiunto molti ragazzi in diverse città italiane. Sempre fantastico l’intervento di Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, molto sensibile su questi temi.Tocco magico la presentazione dell’inedita canzone “Lasciami volare” sul bullismo, composta per il Movimento Spirale di Luce da Francesco Boccia cantautore della canzone ” Grande Amore ” del Volo .

  2. Un incontro importante e bellissimo tra Arte, Legalità, Scuola, Impresa e Musica, per parlare di bullismo. Una mostra evento piena di significato ed emozioni, rivolta soprattutto ai giovani.

  3. È stata una grande esperienza formativa! Il bullismo è un tema molto delicato che va affrontato. Complimenti per l’organizzazione. Congratulazioni alle artiste che con le loro opere contribuiscono a valorizzare il messaggio sociale che si intende dare, arricchendolo con emozioni profonde di colori e forme.
    Una meraviglia!

  4. Congratulazioni per questo bellissimo evento: é stato un modo eccellente per sensibilizzare i giovani e incoraggiare il cambiamento. Complimenti agli organizzatori e agli artisti per aver creato uno spazio di espressione artistica che contribuisce a contrastare il bullismo in modo positivo!

  5. Grazie al Movimento Spirale di luce e alle bravissime artiste. Wally Bonafe, Amalia Caracciolo, Katalyn Kollar. Giuliana Poli

Ciao, lascia un commento, grazie.

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