A tu per tu con gli artisti/27

FIEVRE

Lorenzo Castore

GALLERIA ALESSIA PALADINI

MILANO

di Mariateresa Cerretelli

La galleria milanese di Alessia Paladini apre la nuova stagione espositiva 2024-2025 con la mostra Fièvre e la fotografia di Lorenzo Castore. Fiorentino di nascita, romano d’adozione ma di fatto cittadino del mondo, Castore nel tempo ha prodotto opere che richiamano le sue esperienze personali con progetti a lungo termine centrati sul quotidiano, sulla memoria e sulle relazioni tra storie individuali, il presente e la storia.

La galleria di Via Maroncelli 11 a Milano ospita fino al 9 novembre una serie di opere in bianco e nero scattate nell’arco di un trentennio dove si evidenzia l’approccio trasversale alla fotografia di Castore e l’allestimento presentato con formati diversi, incorniciati o meno, portano all’attenzione del visitatore immagini che giocano con i corpi, il movimento e la luce.

L’artista illustra il suo progetto con queste parole: “L’idea era di legare il lavoro al calore. All’inizio si doveva chiamare in inglese Heat, che è proprio il caldo ma come sapete, i francesi, l’inglese preferiscono non usarlo e io comunque ho pensato a Fièvre. È un’idea molto precisa per cercare di spiegare e rendere questa specie di attitudine molto fisica e carnale alla pratica fotografica.

E da questo soggetto che è un po’ la pelle, la carne e il calore ho cercato nel mio archivio di trovare delle corrispondenze, dei legami dove si parlasse della febbre a tanti livelli, non soltanto sensuale, dei sensi ma non soltanto sessuale e dove si potesse sentire un tentativo per stare più vicino ai soggetti.

Ma in questo caso non volevo che la mostra fosse uguale al libro – La monografia Fièvre, edizione Lamaindonne, 2024 con 60 foto in bianco e nero, curata insieme a Caroline Benichou, è disponibile in galleria – così ho deciso di mischiare diverse parti di lavoro con una presentazione espositiva che avesse un ritmo e direzioni diverse. Una sfera più intima legata a un contatto molto vicino con delle persone, una vicinanza sia tra chi fa le foto e i soggetti stessi, un muro più di intimità. In questo caso ci sono lavori in bianco e nero che funzionavano bene, seguendo la concezione della mostra.

Un polittico centrale su un film realizzato nel 2022 in memoria di mio padre sul desiderio di un uomo che va verso la morte nei confronti della carne come antidoto alla paura di morire. Ricostruzione di un sogno ispirato molto liberamente a Morte a Venezia. Un tris di immagini in cui ci sono anch’io, ritratti spensierati di amici, quando si è ragazzi, quando si ha quella febbre particolare e quel pieno di energia, ma insieme anche a tanta confusione.

Due immagini che ritraggono mio padre fotografato nudo, che si ispira a Innocenzo X di Francis Bacon e anche di Velasquez. Una mostra che è un po’ il contraltare del libro che è stampato su pigmenti argentati su carta nera”. Nel suo processo creativo così intimo e personale dove ogni esperienza è diversa, Castore mantiene sempre un’unica costante: la ricerca di una tensione emotiva che porti a un senso di meraviglia.

“Questa parte del processo è entusiasmante: ogni volta cerco di creare un nuovo linguaggio in cui le immagini diventano musica attraverso mezzi imprevedibili… idee, dialoghi, intenzioni, intuizioni, ossessioni, tentativi … ma seguendo la mia stella polare, cioè l’origine di ciò che mi ha guidato fino a quel punto”.  Il percorso continua con le figure di tre paesaggi.

E una parete intera si stacca dal processo intimo e personale per rendere con fotografie sparse il senso della violenza che si sente per la strada, una sorta di collage dove s’incontra Pasolini, la liberazione nella Russia del 1917, Caravaggio, Il Perugino, Lou Reed, il circo, riferimenti importanti, relazioni con volti nuovi e idee giovani “e poi è presente la mia ossessione dei muri strappati dove c’è Houdini o una foto strappata di un fotogramma di Agnès Varda”.

Per l’artista la fotografia è il mezzo che gli permette di essere il più visceralmente nel presente alla ricerca di qualcosa di segreto di cui non sa parlare e ancor meno spiegare. “Mi interessa l’energia che si sprigiona dalla mia pratica fotografica. È molto fisica e impulsiva, ma tende a qualcosa di immateriale e trascendente, in relazione con l’esperienza del reale”.

Mariateresa Cerretelli

Mariateresa Cerretelli
Giornalista e Photo editor scrive di fotografia, arte e costume e collabora con diversi giornali tra i quali Milano Finanza e le riviste del gruppo Class, Artslife, Il Fotografo, Popdam Magazine e il Blog Mostre Milano. Si è occupata del coordinamento della fotografia per gli Speciali di Bell’Italia, Cairo editore e collabora con il gruppo editoriale San Paolo. Da molti anni è curatrice di mostre. Tra le più recenti Wilder mann di Charles Fréger a Lucca e Bianchi Sussurri di Caroline Gavazzi a Milano allo Spaziokappa32; Francesco Allegretti alla Key Gallery e Intimus di Jacques Pion, presentato nello spazio The Mill di via Cappuccio 5. Ha presentato alla Triennale Milano con AFIP, lectio magistralis dedicate a diversi autori tra i quali Gabriele Croppi e Mario Cresci. Dal 2017 coordina gli incontri con i fotografi, dai grandi maestri ai giovani talenti, all’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato. Collabora alla realizzazione di progetti editoriali, brochures, presentazioni, installazioni di fotografie e libri. Dal 2000 partecipa a Giurie di fotografia e a Letture Portfolio nei Festival. Presidente del G.R.I.N. (Gruppo redattori iconografici nazionale), ha lanciato una nuova serie di video Interviste con la regia di Raoul Iacometti dedicate ai protagonisti della cultura della fotografia. Fondatrice e Direttrice del MonFest, la Biennale di Fotografia di Casale Monferrato nata nel 2022, ha presentato nel 2023 al Castello di Casale, da marzo a giugno per il Middle MonFest, la prima antologica in Italia dedicata a Maria Vittoria Backhaus dal titolo I miei racconti di fotografia oltre la moda a cura di Luciano Bobba e Angelo Ferrillo. In progress la seconda edizione del MonFest che avrà luogo a novembre 2024. Vive e lavora a Milano.

Photo by Renato Grignaschi

Fotografia Gallerie

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