VISIONI ALTRE
VENEZIA
ICONE
Spiritualità per la mente
A cura di Adolfina de Stefani
Sabato 13 aprile 2024 alle ore 18.00 la galleria VISIONI ALTRE presenta ICONE riproduzioni di immagini sacre di 5 artiste Clizia Brino, Nicoletta Bustreo, Margherita Del Piano, Rita Martini e Michela Giordani a cura di Adolfina de Stefani con la collaborazione di Ignacio Garbarino.
“Per incontrare la bellezza a volto svelato, per attingere alla ricchezza della sua grazia, occorre mediante una trans-ascendenza, mediante un superamento del sensibile e dell’intelligibile oltrepassare le porte del Tempio ed è l’icona.” (Pavel Nikolaevič Evdokimov)
Con ‘’ICÔNE‘’ le cinque artiste propongono una serie di copie di dipinti di una antica arte bizantina eseguite seguendo fedelmente regole rigorosissime. Il centro principale dello sviluppo di questa antica arte bizantina era Costantinopoli, e con il trascorrere del tempo, la varietà di stili e di tipologie artistiche si ampliarono in Russia, e nel resto del mondo ortodosso.
Le opere delle artiste ci rimandano a questo particolare mondo bizantino con tavolette dipinte seguendo il dettame delle Icône antiche sia nell’uso dei supporti che nei cromatismi in particolare nell’uso della doratura elemento importante per la rappresentazione delle immagini sacre.

In questo percorso iconografico tra le diverse opere presenti penso sia doveroso soffermarci a riflettere su una copia di un’opera di Rublëv Andrej «la Trinità» Icona dove viene trattato l’episodio tratto dal vecchio testamento che narra la visita ad Abramo da parte dei tre angeli messaggeri.
La “tavoletta istoriata’” è una immagine che ha la forza di rappresentare il significato vero della “Trinità “come una delle più belle e significative che esistono nel mondo delle icône. La scena si svolge con poche figure nel luogo del sacrificio. Un calice eucaristico contiene il capo dell’agnello, e le tre figure perfettamente distinte, dagli elementi di sfondo, alle pieghe delle vesti e a geometrie proprie avvolgono l’infinito che le abbraccia.
A sinistra l’angelo che rappresenta il Padre e nel mezzo della trinità siede il Figlio, alla destra lo Spirito. Figlio e Spirito rendono evidente l’identità del Padre piegando il capo verso di Lui. Il gesto del Figlio e dello Spirito è accompagnato da quello dell’albero e della roccia. La figura del figlio al centro determina il vero frutto dell’Albero della Vita poichè è lui la vita. La roccia è il luogo dove Dio comunica.
Si noti anche i bastoni pastorali che le tre figure recano nella sinistra vanno accostandosi gradualmente alla verticalità di quello del Padre. Sulla bianca tovaglia dell’altare la danza delle mani spiega silenziosamente il significato della sacra conversazione. Lo sguardo e i gesti delle figure dicono con l’essenziale evidenza del simbolo il dramma che ne investe la vita.
La distinzione delle figure, nella inseparabilità della loro luce e del loro dramma, si compie nei timbri cromatici propri di ciascuno. Di oro è anche la casa alle spalle del Padre. La figura dello Spirito ha la veste azzurra come il manto del figlio, il tutto nella unità del cerchio della composizione comprese le ali dorate dei tre componenti.
L’autore di questa importante tavoletta è Andrej Rublëv (1360 – Mosca 1430) di origine Polacca pittore russo, considerato il più grande pittore di icone. È venerato come santo dalla Chiesa ortodossa. Conosciuto per la sua produzione di ICONE e affreschi in chiese ortodosse in Russia e nelle miniature nel VANGELO DI CHITROVO. Da ricordare il film del 1966 diretto dal regista Andrej Tarkovskij ispirato alla vita del pittore.
Le opere realizzate dalle cinque artiste, sono fatte su tavole di legno di varie dimensioni. Sulla superficie viene stesa la colla sulla tela, del gesso e segue la levigatura, si procede quindi al disegno, seguono i colori, prima i più scuri per poi passare ai chiari e alla doratura, caratteristica delle rappresentazioni ultraterrene.
I colori usati hanno una loro rispondenza a vari significati, Il blu, ad esempio, rappresenta il colore della trascendenza, mistero della vita divina, Il bianco è il colore dell’armonia, della pace, di Dio, che rappresenta la luce, il rosso è simbolo dell’umano e del sangue dei martiri; il verde è il simbolo della natura, della fertilità e dell’abbondanza; Il marrone, simboleggia la terra, la povertà e l’umiltà.
I dipinti rispecchiano la modularità tradizionale stilizzata delle antiche usanze stilistiche dell’iconografia come la bidimensionalità, la stilizzazione e le dimensioni solitamente piccole. Un’altra caratteristica delle ICÔNA e quella che non venivano firmate, solamente in alcuni casi quando la committenza era di un principe o di una autorità ecclesiastica.
Ma chi sono le ICÔNA in epoca moderna? Non possiamo non citare Malevich con il suo quadrato nero su fondo bianco che ha cambiato radicalmente il pensiero religioso nell’esprimere il temine “ICÔNA”. Negli anni 60’ un altro grande artista americano Andy Warhol ha radicalmente cambiato il concetto di arte il quale sottolinea che le sue ICÔNA venerate (Marilyn Monroe) si ispirano al concetto delle ICÔNA russe riproponendo la riproducibilità e il multiplo sfruttando così la tecnologia di una società industriale.
Clizia Brino
Mi avvicinai all’icona sacra tramite l’osservazione e lo studio di opere di alcuni maestri iconografi: ne apprezzai il valore spirituale, la bellezza artistica e il linguaggio ricco di simboli; tutto ciò mi fu di stimolo per approfondire, con l’impegno concreto, la conoscenza di questa particolare forma espressiva.
Iniziai sedici anni or sono con la partecipazione ad alcuni corsi pratici, tenuti a Venezia dal maestro Giovanni Raffa. Nel corso del tempo esposi, qualche icône, in alcune mostre collettive.

Nicoletta Bustreo
Dopo anni di attività prevalentemente rivolta al libro d’artista e alla mail art, mi sono avvicinata all’iconografia otto anni fa, prendendo lezioni da Michela Giordani e da Antonella Pinciroli.
Sono rimasta subito affascinata dall’iconografia perché la scrittura delle icône mi ha permesso di attribuire un nuovo valore al tempo e di ritornare in contatto con me stessa, con la parte di me più autentica e nascosta.

Margherita Del Piano
Le icône sono il mio mondo di bellezza e di fede. Dipingere le icone è preghiera e contemplazione in cui esprimo, attraverso l’arte, il mio amore per il Verbo incarnato, rendendolo presente nell’ icôna.

Michela Giordani
L’icôna non è pittura figurativa. La sua bellezza non concede nulla al gusto facile indotto dai media. Eppure c’è un crescente interesse nei suoi confronti e io credo dipenda dalla necessità che sentiamo, nel nostro tempo inflazionato da immagini accattivanti e vuote, di ritornare ad una purezza originaria del segno e del colore.

Dipingere icone è per me una continua meditazione sulle mie possibilità e i miei limiti. Studia pittura alla Scuola “Lorenzo Lotto” di Mirano con Gianfranco Quaresimin. Dal 1998 grazie all’amica Carla Turola comincia ad interessarsi alle icone e segue i corsi del maestro iconografo Giovanni Raffa che tiene a Venezia, presso la Chiesa di Santa Lucia.
In seguito lei stessa trasmette e insegna “un’arte” che tanto la appassiona. Ha esposto in mostre collettive e personali: Spinea, Urbana (PD), Venezia, Costalta di Cadore, Ceggia (Ve), Mirano, Mestre, Chioggia, NOALE. L’artista sente la necessità di esercitare la pittura delle icone per sentirsi in serenità non solo con il tempo ma con riflessioni sulla propria esistenza, superando con serenità ogni tormento e imparare che la lentezza è segno di perfezione per raggiungere forza, determinazione e coraggio.
Rita Martini
Le icône sono immagini semplici e complesse allo stesso tempo. Il tema rappresentato è, nella loro essenzialità, inequivocabilmente leggibile. Ma proprio quell’essenzialità stimola al superamento dell’esperienza visiva immediata e alla continua ricerca di profondi valori spirituali. Dipingere icone è, per me, un percorso di conoscenza interiore. Il tempo lento della loro esecuzione, così estraneo alla frenesia del mondo attuale, mi porta a una sempre più intensa presa di coscienza.

Galleria VISIONI ALTRE
Campo del Ghetto Novo, 2918
30121 Venezia
13 – 28 aprile 2024
Apertura e orari
mercoledì – domenica:
11.00 – 14.00
16.00 – 19.00
Ingresso libero
Per info: infovisionialtre@gmail.com
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