A tu per tu con gli artisti/28

FERDINANDO SCIANNA

La geometria e la compassione

Centro Culturale di Milano

di Mariateresa Cerretelli

Sono 60 fotografie in mostra, tutte Original Prints e scritture per una meditazione su quello che spesso ignoriamo, sappiamo ma non guardiamo. Con questo intento, Ferdinando Scianna, uno dei più grandi fotografi italiani conosciuto a livello internazionale per la capacità di incidere profondamente la realtà attraverso le sue opere di fotografia presenta la sua nuova esposizione a quattro mani con Camillo Fornasieri.

Come afferma lo stesso Scianna – nato a Bagheria nel 1943 e che non ha mai chiuso gli occhi di fronte alle condizioni di limite in cui l’uomo vive e spera vivendo” la fotografia non ha il potere di cambiare il mondo, ma può aiutare a vedere ciò che spesso scegliamo di ignorare, e compito del fotografo è cercare di far sì che lo spettatore, attraverso la dimensione identitaria delle fotografie, possa ritrovare in esse qualcosa della propria verità, del proprio vissuto”.

Patrocinata dal Comune di Milano e da Regione Lombardia, composta da opere fotografiche in bianco e nero, stampe originali, e accompagnata da un importante Libro Catalogo edito da Silvana Editoriale per la Collana Quaderni del CMC, la mostra non è solo un’opportunità per riflettere sul ruolo della fotografia nel mondo contemporaneo, ma anche il pensiero originale dell’autore siciliano sulla condizione umana e sulla sua fotografia come dimensione identitaria con il mondo.

Un’esposizione dalla grande potenza espressiva che trova la sua genesi nella decisione di Scianna di accogliere l’invito dell’amico Giovanni Chiaramonte, pochi mesi prima della sua scomparsa nell’ottobre 2023, di realizzare una sua mostra che fosse una meditazione sul tema del dolore. 

Scorrono immagini emblematiche dell’autore come l’uomo riverso sull’asfalto a Dacca in Bangladesh datata 1971, la martoriata Beirut in Libano nel 1976, Kami del 1986 in Bolivia con una delle sue fotografie iconiche in cui un bambino sulle spalle della madre rovescia all’indietro la testa con gli occhi chiusi in una triangolazione di cappelli. O i senza tetto di New York del 1985 o i mendicanti di Benares nel 1972 in India o i bambini denutriti dell’Etiopia del 1984.

Immagini che riflettono la sua ricerca fotografica e colgono, con caparbietà e passione, frammenti del reale con una precisa autenticità storica. Durante i suoi reportage, le immagini sono testimonianza di un approccio alla fotografia sempre intimamente legato alla vita stessa.

Un racconto che cerca di dare voce al dolore e all’ingiustizia, ma anche al desiderio umano di felicità che persiste nonostante tutto, come spiega lo stesso autore partendo dal titolo della mostra:

“Niente si può esprimere senza geometria, senza forma, e la forma di ogni uomo e donna è la ricerca della felicità. Il dolore degli altri ci provoca compassione perché ci allontana tutti dal diritto a essere felici. Con questa mostra e il libro che l’accompagna ho voluto raccontare che anche nel più cupo dolore si scopre l’ansia di cercare la felicità”.

Immagini con una grande densità emozionale che, in questa mostra, corrono insieme alle parole. Fotografie dalla struttura di racconto e di memoria, con un’ambizione e una dignità letteraria.

Nel corso degli anni Scianna ha infatti sentito crescere dentro di sé l’esigenza di esprimere, in una letteratura ibrida di immagini e parole, la sua complessa relazione con la realtà e con sé stesso.

Proprio per questa ragione, per la mostra Scianna ha scritto numerosi testi che riflettono sugli “incontri” che ha vissuto nel corso della sua carriera. Le immagini esposte al Centro Culturale di Milano, provenienti da paesi come Etiopia, Sudan, Bangladesh, India, Vietnam, Stati Uniti, Italia, Francia, America Latina e Libano, rappresentano volti e situazioni che hanno lasciato un’eco profonda nell’animo dell’autore.

Mariateresa Cerretelli

Ferdinando Scianna

La geometria e la compassione

Centro Culturale di Milano

Largo Corsia dei Servi 4

dal 14 novembre 2024

al 18 gennaio 2025

Mariateresa Cerretelli
Giornalista e Photo editor scrive di fotografia, arte e costume e collabora con diversi giornali tra i quali Milano Finanza e le riviste del gruppo Class, Artslife, Il Fotografo, Popdam Magazine e il Blog Mostre Milano. Si è occupata del coordinamento della fotografia per gli Speciali di Bell’Italia, Cairo editore e collabora con il gruppo editoriale San Paolo. Da molti anni è curatrice di mostre. Tra le più recenti Wilder mann di Charles Fréger a Lucca e Bianchi Sussurri di Caroline Gavazzi a Milano allo Spaziokappa32; Francesco Allegretti alla Key Gallery e Intimus di Jacques Pion, presentato nello spazio The Mill di via Cappuccio 5. Ha presentato alla Triennale Milano con AFIP, lectio magistralis dedicate a diversi autori tra i quali Gabriele Croppi e Mario Cresci. Dal 2017 coordina gli incontri con i fotografi, dai grandi maestri ai giovani talenti, all’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato. Collabora alla realizzazione di progetti editoriali, brochures, presentazioni, installazioni di fotografie e libri. Dal 2000 partecipa a Giurie di fotografia e a Letture Portfolio nei Festival. Presidente del G.R.I.N. (Gruppo redattori iconografici nazionale), ha lanciato una nuova serie di video Interviste con la regia di Raoul Iacometti dedicate ai protagonisti della cultura della fotografia. Fondatrice e Direttrice del MonFest, la Biennale di Fotografia di Casale Monferrato nata nel 2022, ha presentato nel 2023 al Castello di Casale, da marzo a giugno per il Middle MonFest, la prima antologica in Italia dedicata a Maria Vittoria Backhaus dal titolo I miei racconti di fotografia oltre la moda a cura di Luciano Bobba e Angelo Ferrillo. In progress la seconda edizione del MonFest che avrà luogo a novembre 2024. Vive e lavora a Milano.

Photo by Renato Grignaschi

Fotografia

Ciao, lascia un commento, grazie.Annulla risposta

Scopri di più da

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Exit mobile version
%%footer%%